Enorme divario tra gli stipendi dei docenti italiani rispetto a quelli UE

solo in Grecia prendono meno, in Germania il doppio: lo studio del dipartimento Confial di Anief conferma l’emergenza salariale e che servono risorse subito

A cura di Redazione Redazione
25 luglio 2026 13:27
Enorme divario tra gli stipendi dei docenti italiani rispetto a quelli UE -
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Persiste il divario enorme fra gli stipendi dei docenti italiani e quelli europei: lo ha confermato uno studio sul lavoro comparato, promosso dal dipartimento Confial di Anief, ha recentemente messo a confronto gli stipendi degli insegnanti che lavorano in Europa. Dalla ricerca è emersa una realtà inconfutabile: i nostri docenti iniziano la carriera con retribuzioni inferiori rispetto ai principali Paesi europei e al termine del percorso professionale il divario non solo rimane significativo, ma rispetto ad altri Paesi, come la Germania, diventa addirittura abissale. Il divario medio stipendiale negativo supera il 15% e rispetto ad alcuni Paesi, come il Lussemburgo, sfiora il 60% di differenza. Peggio degli insegnanti italiani, vengono pagati solo i greci.

“Questo studio – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief - conferma che il docente in Italia è il meno pagato in Europa, la metà che in Germania: la colpa della paga bassa, dietro solo la Grecia, è legata anche ad un inquadramento di inizio carriera davvero modesto, non certo consono ad una professione come quella dell’insegnante. Ci troviamo dinanzi ad una vera emergenza salariale: abbiamo stimato che per uscirne fuori e pareggiare i conti rispetto agli altri Paesi Ue servirebbero in bilancio almeno 3 miliardi da destinare all’indennità integrativa speciale, 8 miliardi per l’inflazione, la detassazione degli aumenti, lo straordinario, il salario accessorio e la Carta docenti senza tagli e limitazioni d’accesso”.

“In media – continua il leader dell’Anief – lo stipendio del docente italiano va dai 25 mila ai 40 mila euro, naturalmente lordi, mentre quello del collega tedesco da 51 mila a 70 mila, dello spagnolo da 31 mila a 46 mila. Il governo intervenga subito, altrimenti è inutile continuare a parlare di valorizzazione della categoria. Sul piatto, pesa anche il fatto che il personale della scuola non risulta solo sottopagato, ma anche ‘ingabbiato’, perché privato della possibilità di svolgere mobilità intercompartimentale. C’è quindi una doppia necessità: adeguare gli stipendi e garantire i trasferimenti”, conclude Pacifico.

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