Esposti anonimi e persecuzioni mirate. L’USR Lazio colpisce ancora fenomenologia dell’ennesima “pesca a strascico”
Tanto è bastato alla DG dell’USR per il Lazio Anna Paola Sabatini, che irritualmente ha accentrato a sé anche la funzione di responsabile dell’UPD, per sguinzagliare gli ispettori (e che ispettori!)
Una vicepreside-sceriffo abituata a fare il bello e il cattivo tempo indisturbata e ora “detronizzata” e un presidente del Consiglio di Istituto arrogante e maleducato che pretende di perdere ore di lavori collegiali a disquisire di problemi personali, senza esitare ad alzare la voce addirittura contro gli studenti “non allineati”.
Tanto è bastato alla DG dell’USR per il Lazio Anna Paola Sabatini, che irritualmente ha accentrato a sé anche la funzione di responsabile dell’UPD, per sguinzagliare gli ispettori (e che ispettori!) presso l’Istituto di Istruzione Superiore “L. B. Alberti” di Roma, diretto dal socio DirigentiScuola Vincenzo Lenzoni.
Con una missione dal sapore quasi evangelico: gettate le reti e abbiate fede, qualcosa pescherete.
Una dirigenza – quella di Lenzoni – che, dopo anni di reggenza e di semi-anarchia, evidentemente non è stata digerita fin dall’inizio dalle 15 “amiche del tè” che costituiscono il Cerchio Magico intorno alla già vicepreside (lei non sa chi ero io…), abbastanza piene di mal di pancia per aver perso i propri privilegi ma altrettanto vuote di coraggio per metterci la faccia.
E così le allegre comari (genericamente “professoresse” negli esposti anonimi inviati all’USR), magari forti di chissà quale amichetto imboscato nei Palazzi, invece di insegnare hanno preso carta, penna e tastiera (ammesso che lo abbiano fatto loro e il mandante non risieda invece un po’ più in alto…) e hanno messo nero su bianco, con chirurgica omertosa codardia, una serie di lamentele apertamente pretestuose e gravemente diffamatorie che vanno dal “clima che si respira a scuola” (il classico paravento dietro cui si celano malesseri squisitamente personali) alla riduzione dell’orario di lezione richiesto dai genitori (peraltro limitata ad alcune ore, in parte recuperate, in un quartiere della Capitale soggetto a intenso flusso pendolaristico: e sappiamo che il traffico in zona GRA non è precisamente fluido…), dalle presunte assenze del dirigente (che, ammesso e non concesso che sia vero, per legge non è soggetto ad un’obbligazione di mezzi ma di risultato, ormai lo sanno anche i sassi) a non meglio precisate lagnanze relative alla chiusura della porta della presidenza (ma come? non era sempre assente?). E altre banalità insostenibili del genere.
Il tutto, lo ripetiamo a scanso di equivoci, in forma del tutto anonima, quindi a rigor di logica – e di legge – da gettare immediatamente nel cestino, reale o virtuale che sia. A sottolineare l’anonimato non siamo noi, ma la stessa (claudicante) relazione ispettiva di cui avremo modo di parlare diffusamente. Leggiamone intanto il brillante esordio: “L’indagine ispettiva è stata originata da un esposto anonimo, inviato all’USR via e-mail da sedici professoresse (per essere credibili bisogna essere in tanti!!) della menzionata scuola, nel quale vengono stigmatizzati i comportamenti e la condotta professionale del dirigente scolastico (d’ora in avanti DS) Lenzoni. Al suddetto primo esposto sono seguite ulteriori segnalazioni, sempre anonime e dello stesso tenore della prima, tra cui una proveniente da “un gruppo di docenti che si è stancato di vedere la scuola in mano ad un’assenteista (con l’apostrofo nel testo…) incompetente e prepotente” … una di una docente che chiude la lettera spiegando: “mi dispiace non presentarmi ma ne va della mia serenità” (troppo facile così, chiosiamo noi e troppo vigliacca).
Insomma, sciocchezze da cestinare per chiunque, tranne che per la DG (e responsabile UPD) laziale, abituata a foderare col terrore la sua immeritata – rectius, malmeritata – poltrona.
Qualunque altro D.G. avrebbe disposto un’ispezione, magari coinvolgendo la polizia postale, per individuare “le comari” e licenziarle. Invece no! Avvia l’ ispezione contro Lenzoni dando così corda alle “comari” che hanno continuato a inviare altri anonimi.
E’ iniziato così il calvario del povero Lenzoni, fatto oggetto di vere e proprie imboscate dei due solerti ispettori (anche mentre era in regolari permessi 104 e sindacali), che, cerca che ti ricerca, qualcosa – di ridicolo – hanno trovato, e anche laddove non lo hanno fatto (perfino il più sprovveduto sa che perché una fandonia risulti più credibile bisogna pennellarci sprazzi di verità) hanno comunque volto la narrazione in peggio.
E dopo mesi di paralisi in cui hanno tenuto la scuola a furia di visite da stalker, improvvisate, tranelli e richieste esorbitanti, se ne sono usciti con una relazione il cui contenuto è addirittura peggio della resa formale (qualcuno insegni loro perlomeno le basi dell’interpunzione, per carità).
Al termine e coronamento della quale gli ispettori (o meglio, il dirigente tecnico e il dirigente scolastico in distacco appartenente ad una sigla sindacale da cui Lenzoni, guarda caso, si era appena sfilato) non hanno esitato, palesemente indispettiti anche per il giusto rifiuto del DS a prestarsi al gioco al massacro, ad inviare tutto all’UPD per “competenza” o “spettanza” (pregevole la variatio, di tanto in tanto finalmente un po’ di stile): UPD che, guarda caso, è presieduto dalla stessa Sabatini cui è indirizzata la relazione, alla faccia della separazione delle… funzioni.
Ora, lasciamo alla memoria difensiva, e al giudice eventualmente adito anche in ordine al ristoro dei danni non patrimoniali, il merito delle (risibili) contestazioni.
Soffermiamoci sul metodo, degno del più retrogrado Stato etico.
Non si dice sempre che il procedimento disciplinare deve ricalcare le dinamiche del processo penale? Facciamo un semplice esempio: il mio nuovo vicino di casa non mi va a genio perché mi impedisce di occupare il pianerottolo comune con i miei oggetti, come ero abituato a fare prima. Bene, scrivo un bell’esposto anonimo in Procura (magari dopo essermi accordato con altri 15 condomini) e alle 6 del mattino, a sorpresa, ecco piombargli in casa gli agenti di polizia giudiziaria con un mandato che più vago e ampio non si potrebbe, ma uno scopo – quello sì – ben preciso: trovare per forza qualcosa che non va. Ebbene, stiamo pur certi che cerca che ti cerca qualcosa troveranno, fosse anche una canzone di Sanremo “piratata” nella memoria del cellulare.
Vi sembra un modus operandi degno di un Paese civile? Siamo senz’altro al di là del bene e del male, e certo non al di là del sacrosanto “ragionevole dubbio” che dovrebbe rappresentare il discrimine netto fra affermazione di colpevolezza e presunzione di innocenza!
Rincariamo la dose: e se la lettera l’avesse scritta – o fatta scrivere – la stessa Procura per liberare un appartamento che interessa agli amici degli amici sbattendo in galera un inquilino scomodo? Illuminante, nel nostro caso, la chiusa della relazione, in cui si mette in evidenza come Lenzoni, in sede di audizione, abbia “auspicato il proprio trasferimento “in una sede (aggiungiamo noi perché gli ispettori se ne sono dimenticati…) più comoda rispetto alle proprie esigenze logistiche, anche in pendenza di incarico” (più chiaro di così!).
Questo l’obiettivo! Lenzoni se ne deve andare così la “comari” con il consenso dell’Amministrazione, riprenderanno a fare i loro porci comodi.
Ma andiamo all’origine: proprio all’indomani della nota con cui lo stesso Ministero ha chiarito una volta per tutte che le lettere anonime vanno cestinate (se non in rarissimi casi legati a fattispecie corruttive, che qui non sono certo all’orizzonte), la Sabatini le usa per distruggere persone e danneggiare scuole. Perché il Ministro non interviene? La Sabatini gode forse di qualche speciale immunità?
Questa, prima ancora che la difesa di un collega, è una battaglia di civiltà che dovrebbe coinvolgere l’intera categoria.
“Per senso di responsabilità – precisa il Presidente Fratta – abbiamo sospeso l’intervento della task-force, già autorizzato dalla Questura di Roma, partecipando, il 22 gennaio u.s., all’incontro organizzato dal Capo di Gabinetto con la presenza dello stesso Ministro e della Sabatini anche per la nota vertenza che ha visto coinvolta la DS Gina Antonetti, che tanta eco ha avuto sulla stampa, e che ha fatto calare vertiginosamente le iscrizioni: 70 alunni in meno!! Grazie Dr.ssa Sabatini! Caro Ministro non abbiamo annullato l’intervento della task-force, lo abbiamo solo sospeso.”
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