Estate calda per i docenti: 46.642 posti per le immissioni in ruolo 2026/27

Ecco cosa cambia e cosa controllare subito

10 luglio 2026 11:55
Estate calda per i docenti: 46.642 posti per le immissioni in ruolo 2026/27 -
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Pubblicato il decreto ministeriale che autorizza il contingente nazionale per le assunzioni a tempo indeterminato del personale docente: la macchina delle nomine entra nella fase decisiva, tra scadenze serrate, graduatorie da monitorare e sedi da scegliere in tempi rapidi.

Sarà un’estate calda, caldissima, per il mondo della scuola. Non solo per le temperature di luglio, ma per l’attesa di migliaia di docenti che in queste ore guardano agli avvisi degli Uffici scolastici regionali, controllano Istanze Online e fanno i conti con graduatorie, province e possibili assegnazioni. Per chi aspetta il ruolo, il decreto appena pubblicato rappresenta il passaggio più atteso: il contingente autorizzato per l’anno scolastico 2026/27 è di 46.642 posti.

Il provvedimento, il DM 136 del 10 luglio 2026, dà il via alla fase operativa delle immissioni in ruolo del personale docente. I posti saranno distribuiti tra scuola dell’infanzia, primaria, secondaria di primo e secondo grado, secondo la ripartizione regionale prevista dall’allegato B. Da questo momento, la partita passa agli Uffici Scolastici Regionali, chiamati a tradurre il contingente nazionale in nomine concrete, provincia per provincia e classe di concorso per classe di concorso.

Il dato nazionale è rilevante perché non riguarda soltanto chi è già vicino alla stabilizzazione: incide anche sulle aspettative di chi aspira a un incarico annuale. Ogni posto coperto in ruolo ridisegna infatti il quadro delle disponibilità residue per le supplenze, soprattutto nelle province con maggiore fabbisogno e nelle classi di concorso più scoperte.

Il quadro dei posti: Nord in testa, Campania riferimento per il Sud

La ripartizione territoriale conferma una forte concentrazione di disponibilità nelle regioni del Nord. La Lombardia risulta la regione con il maggior numero di posti, seguita da Veneto, Lazio e Piemonte. Al Sud, la Campania si colloca tra le aree con il contingente più consistente, con 2.721 posti autorizzati. Una fotografia che racconta, ancora una volta, un sistema scolastico attraversato da fabbisogni molto diversi tra i territori.

Regione

Posti autorizzati

Lombardia

12.123

Veneto

5.094

Lazio

4.454

Piemonte

4.397

Campania

2.721

Totale nazionale

46.642

Il dettaglio completo è contenuto nella tabella allegata al decreto e sarà poi declinato dagli Uffici regionali con le disponibilità per provincia, grado di scuola, tipologia di posto e classe di concorso.

Le scadenze da segnare in agenda

Il calendario è stretto. Per i posti comuni, le operazioni di attribuzione della sede ai destinatari di contratto a tempo indeterminato — e ai vincitori di concorso privi di abilitazione destinatari di contratto a tempo determinato finalizzato al ruolo —dovranno concludersi entro il 30 luglio 2026. La stessa data vale per le assunzioni sul sostegno, salvo la procedura da GPS di prima fascia sostegno, per la quale il termine è fissato al 13 agosto, compresi eventuali scorrimenti. La cosiddetta mini-callveloce, con istanze dal 14 al 18 agosto, dovrà invece chiudersi entro il 21 agosto.

Come saranno assegnati i posti

Le assunzioni seguiranno i canali previsti dalla normativa: Graduatorie ad Esaurimento, dove ancora presenti, e graduatorie dei concorsi, con la ripartizione ordinaria del 50% e 50%. Quando una graduatoria è esaurita, i posti residui vengono assegnati all’altro canale. Per gli aspiranti, il consiglio è uno solo: monitorare quotidianamente gli avvisi del proprio Ufficio scolastico regionale e verificare con attenzione le finestre per la scelta della provincia e della sede. In una procedura così rapida, anche poche ore possono fare la differenza.

Il decreto segna dunque l’inizio della corsa finale verso settembre. Per molti docenti sarà il momento della stabilizzazione attesa da anni; per altri, l’esito delle immissioni in ruolo determinerà il perimetro degli incarichi annuali. In ogni caso, la scuola entra nella fase più delicata dell’estate: quella in cui le cattedre, finalmente, iniziano ad avere un nome e un volto.

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