Fracassi (FLC CGIL): la violenza si contrasta investendo sulla scuola, non con la repressione

La Flc CGIL interviene sulla vicenda di Parma dove dei docenti aggrediti dagli alunni

A cura di Redazione Redazione
25 maggio 2026 16:23
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"L'aggressione da parte di un gruppo di studenti ai danni di due docenti a Parma rappresenta un fatto gravissimo e ci colpisce profondamente. Ai docenti va la nostra piena solidarietà e vicinanza". Così Gianna Fracassi, segretaria generale della Federazione Lavoratori della Conoscenza CGIL.

"Di fronte a episodi di questa natura – continua la dirigente sindacale - non ci si può affidare a risposte di carattere meramente repressivo. Le misure introdotte negli ultimi anni, basate sull'inasprimento delle sanzioni e sull'introduzione di nuovi reati, non hanno prodotto risultati efficaci, perché non intervengono sulle cause profonde del disagio giovanile e non garantiscono maggiore sicurezza nei contesti educativi. È necessario, invece, promuovere un approccio fondato sulla prevenzione, sulla sicurezza e sulla presa in carico complessiva delle studentesse e degli studenti. Il disagio che attraversa una parte del mondo giovanile richiede risposte strutturate, integrate e continuative".

"Al contrario – aggiunge la segretaria FLC CGIL -, è gravissimo ricondurre strumentalmente il fenomeno della violenza alla scarsa integrazione degli italiani di seconda generazione. Bisogna evitare che la paura dell'altro impregni il senso comune e intervenire sul terreno formativo e dell'istruzione affinché la scuola continui a essere un presidio di democrazia e inclusione".

Per Fracassi: "Il ministro e il governo si dovrebbero preoccupare piuttosto di non lasciare soli le lavoratrici e i lavoratori dell'istruzione, che affrontano quotidianamente situazioni complesse, senza strumenti adeguati, senza organici sufficienti e senza il giusto riconoscimento sociale ed economico. Le aggressioni si prevengono restituendo autorevolezza al personale che sconta una retribuzione tra le più basse d'Europa e una progressiva burocratizzazione del lavoro che svuota il senso stesso della funzione educativa".

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