Giannelli (ANP): “Concorsi inefficaci: serve selezione su attitudini”

Giannelli (ANP): concorsi DS inefficaci, assunzioni di fatto via ricorso. Serve selezione su attitudini e responsabilità, non memoria normativa.

15 aprile 2026 18:05
Giannelli (ANP): “Concorsi inefficaci: serve selezione su attitudini” -
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Nel dibattito sempre più acceso sul reclutamento dei dirigenti scolastici, emergono criticità che chiamano in causa non solo i numeri, ma l’intero impianto del sistema di selezione. A pochi mesi dalle nuove immissioni in ruolo, il tema si intreccia con quello della mobilità interregionale, delle graduatorie ancora aperte e dei tempi lunghi dei concorsi. Ne parliamo con Antonello Giannelli, presidente dell’ANP, che offre una lettura lucida e, per certi versi, provocatoria: oggi il dirigente scolastico si assume formalmente per concorso, ma sostanzialmente per ricorso. Un’intervista che affronta senza reticenze i nodi strutturali del sistema e apre a possibili scenari di riforma.

Presidente Giannelli, si avvicina il momento delle nuove immissioni in ruolo dei dirigenti scolastici. Partiamo dai numeri: quest'anno si parla di circa trecento posti disponibili, contro una media storica di circa quattrocento. È un calo strutturale o temporaneo?

Quest'anno sono trecento posti circa, è vero. Ma tenendo conto dell'età reale della dirigenza scolastica italiana, nonostante l'innalzamento dell'età pensionabile, dall'anno prossimo dovremmo tornare alla media storica di quattrocento, che dovrebbe mantenersi sostanzialmente stabile.

Il meccanismo delle assunzioni è stato descritto dall'ANP dopo la riunione del 30 marzo al MIM: prima gli accantonamenti per le graduatorie regionali dell'ordinario, poi la mobilità interregionale, infine il 60/40 sui posti residuati. Con circa 1900 dirigenti ancora in attesa tra ordinario e riservato, quando prevede il prossimo concorso?

Gli ultimi immessi in ruolo arriveranno dalla graduatoria del concorso riservato, prevedibilmente a settembre del 2030. Il che presuppone una nuova graduatoria disponibile a luglio 2031. Tenendo conto dei tempi dei concorsi ordinari finora sperimentati, il nuovo concorso dovrebbe essere bandito tra il 2028 e il 2029.

Dal meccanismo delle immissioni dipende anche l'agognato ritorno a casa dei dirigenti fuori regione. Quest'anno ci saranno movimenti significativi?

Il meccanismo è stato progressivamente adattato proprio per rispondere all'aumento della platea dei fuori regione, arrivando al 100% dei posti disponibili per il secondo anno consecutivo.

Però in alcune regioni — Campania, Marche, Umbria — i posti disponibili restano zero. Il 100% di zero fa zero, come qualcuno ha detto.

Per quest'anno è così. Ma con il progressivo esaurirsi della graduatoria dell'ordinario la mobilità dei fuori sede diventerà prioritaria, e la maggior parte di chi vuole tornare potrà farlo.

Non ci sono altre soluzioni? Un aumento di organico, o la mobilità verso altre amministrazioni pubbliche?

L'aumento di organico è decisamente fuori discussione. Anzi, dovremo fare i conti con le previsioni di calo degli iscritti: centomila studenti in meno ogni anno per i prossimi anni. Quanto alla mobilità intercompartimentale, non riguarda la scuola in generale, docenti compresi. Il profilo professionale di chi lavora nella scuola non è rimpiazzabile automaticamente con lavoratori provenienti da altri comparti, anche a parità di titoli.

Facciamo un ragionamento più ampio sul reclutamento. Il concorso del 2017 finisce con 3.400 assunti in prima battuta e una coda di altri 2.099 candidati — una ratio di un dirigente ogni sei partecipanti. Nel 2023 la musica cambia radicalmente: un assunto ogni quaranta candidati. Non pensa che ci sia un problema strutturale nel meccanismo di selezione?

Sfonda una porta aperta. C'è un problema enorme. Proprio per i dati che lei cita è evidente che l'assunzione come dirigente scolastico, che sulla carta avviene per concorso, sta avvenendo di fatto per ricorso.

Qual è la soluzione?

È così scandaloso pensare che il dirigente di una scuola venga assunto sulla base di un colloquio attitudinale che dimostri la giusta motivazione e soprattutto l'attitudine ad assumersi responsabilità, piuttosto che mostrando una conoscenza quasi mnemonica della normativa? Quella normativa oggi si recupera facilmente in rete e peraltro cambia continuamente. Lei pensa che Microsoft assuma i suoi dirigenti chiedendogli di recitare leggi, o valutando la passione dei candidati per il lavoro che dovrebbero fare?

Il concorso è, almeno sulla carta, un terreno neutro che garantisce pari opportunità a tutti i candidati.

Sulla carta. Ha detto bene. Oggi siamo tutti consapevoli che chi vince un concorso ha il diritto di ricoprire un ruolo. Anche se certe volte non è davvero in grado di farlo.

Ma la chiamata diretta risolverebbe il problema? Anzi, il candidato non cercherebbe di far valere la propria rete di relazioni più che la propria preparazione?

La risposta è in una parola: accountability.

Che vuol dire, concretamente?

Chi fa i colloqui di selezione deve rispondere dei risultati ottenuti. Chi viene assunto deve dimostrare di essere adatto al ruolo. Se le scelte fatte da chi seleziona si rivelano un disastro, va rimosso chi ha fatto la selezione. Se l'aspirante dirigente non si dimostra capace, deve essere respinto alla fine dell'anno di prova.

Non è uno scenario troppo futuristico per la scuola italiana?

Forse. Intanto, però, sa che aumenta ogni anno il numero di dirigenti scolastici che non superano l'anno di prova? Chissà…

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