Il Governatore della Banca di Italia avvisa, senza più fondi alla scuola e università Paese in recessione

Pacifico (Anief): nella prossima legge di bilancio almeno 2 miliardi di investimenti prima della firma

A cura di Redazione Redazione
18 gennaio 2026 20:14
Il Governatore della Banca di Italia avvisa, senza più fondi alla scuola e università Paese in recessione - Marcello Pacifico_Anief
Marcello Pacifico_Anief
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“Dipendenti delle funzioni locali che prendono 10 mila euro annui in più che corrispondono a un terzo dello stipendio, dipendenti della sanità e dei comuni e delle regioni che hanno avuto aumenti aggiuntivi nell’ultima legge di bilancio. Nella prossima si deve investire su 1,3 milioni di lavoratori del comparto istruzione e ricerca. Il no sarebbe un no al Paese e una condanna alla sua crescita. Dal ministero dell'Economia lo devono capire: qui non si tratta di risparmiare sui conti ma di condannare l'Italia al declino”, cosi chiude Marcello Pacifico

Anief raccoglie il grido d’allarme del governatore di Bankitalia Fabio Panetta: ha fatto bene a rimarcare che l’Italia spende per l'istruzione “quasi un punto in meno della media Ue”, noi l’abbiamo denunciato agli ultimi 10 governi.

Hanno fatto rumore le dichiarazioni di Fabio Panetta governatore di Bankitalia pronunciate durante l'inaugurazione dell'anno accademico dell'Università di Messina: “l'Italia – ha detto - è, tra i grandi paesi europei, quello che dedica meno spesa pubblica per l'istruzione”, a partire da “quella universitaria”. Quindi, Panetta ha invitato a programmare politiche di lungo termine per rilanciare il tasso di natalità in un Paese che sta invecchiando a un ritmo vertiginoso. Quindi, il Governatore ha rimarcato che in Italia “le risorse pubbliche destinate all'istruzione sono meno del 4% del Pil, quasi un punto in meno della media della Ue e il livello più basso tra le principali economie dell'area dell'euro”. Secondo il numero uno di Bankitalia adeguare la spesa per l'istruzione avrebbe vari vantaggi, perché “un sostegno mirato alle famiglie e all'istruzione genera elevati ritorni economici e sociali". Secondo Panetta “gli interventi possono essere” anche “attuati gradualmente, preservando una gestione prudente delle finanze pubbliche e i progressi compiuti nella riduzione del costo del debito”.

Il sindacato Anief apprezza l’intervento del governatore della Banca d’Italia e rilancia la richiesta di investimenti corposi, pari ad almeno 2 miliardi di euro, da introdurre prima del prossimo Ccnl 2025-27 : “Siamo pienamente d’accordo con il dottor Panetta, perché si sofferma su un dato incontestabile che il nostro sindacato denuncia dalla sua nascita e che ha ricordato a quasi dieci governi – dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief -: quel punto in meno di Pil rispetto alla media dell’Unione Europea va certamente coperto con adeguati investimenti che servirebbero per rispondere a una serie di esigenze che la scuola aspetta da decenni. Sicuramente sarebbero utilizzati per combattere la dispersione degli studenti, soprattutto nelle aree a rischio dove servono organici maggiorati, poi per ridurre il numero di alunni per classe e migliorare la qualità della didattica, per supportare gli alunni meno abbienti, per valorizzare il personale scolastico con stipendi finalmente europei, andando prima di tutto a coprire tutta l’inflazione residua a due cifre già con il rinnovo contrattuale 2025-27”.

“I finanziamenti aggiuntivi – continua il presidente nazionale Anief - servirebbero anche per garantire la Carta del docente piena a tutto il personale in servizio, ovviamente compreso il personale Ata; per introdurre l’indennità da assegnare ai lavoratori fuori sede e ai videoterminalisti; il riconoscimento del middle management; di una serie di benefit, a partire dai buoni pasto anche a docenti e Ata; del recupero pieno dell’anno 2013: per il ripristino del primo gradone stipendiale e una nuova scansione degli scatti automatici, da attuare ogni quattro anni fino alla pensione”.

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