“F.A.R.O. – Guidare la scuola che cambia”: alla Camera dei Deputati il confronto sulla leadership educativa
Al centro del dibattito, quattro parole chiave: formazione, apprendimento, ricerca e orientamento, considerate elementi fondamentali per guidare l’evoluzione delle istituzioni scolastiche
Si è svolto nel pomeriggio del 4 marzo, presso la Sala Matteotti della Camera dei Deputati, l’evento “F.A.R.O. – Guidare la scuola che cambia”, promosso dall’associazione F.A.R.O. Dirigenti e dedicato alla riflessione sul ruolo della leadership educativa nel sistema scolastico contemporaneo. L’iniziativa ha rappresentato un momento di confronto istituzionale e culturale tra rappresentanti del mondo politico, esperti di diritto e formazione, dirigenti scolastici e operatori del settore educativo, con l’obiettivo di approfondire i processi di trasformazione che attraversano la scuola italiana. Al centro del dibattito, quattro parole chiave: formazione, apprendimento, ricerca e orientamento, considerate elementi fondamentali per guidare l’evoluzione delle istituzioni scolastiche in un contesto sociale e tecnologico in rapido cambiamento.
L’identità di F.A.R.O. Dirigenti Ad aprire i lavori è stata Rosa Barberi, presidente di F.A.R.O. Dirigenti, che ha illustrato l’identità e le prospettive dell’associazione. Nel suo intervento ha evidenziato la necessità di rafforzare una dirigenza scolastica capace di coniugare competenza tecnica, visione educativa e responsabilità istituzionale. La missione dell’associazione – è stato sottolineato – consiste nel promuovere un dialogo strutturato sui processi di innovazione normativa, organizzativa e culturale che stanno interessando il sistema educativo. In questa prospettiva, il dirigente scolastico viene interpretato come figura strategica nella governance delle istituzioni formative, chiamata a orientare comunità educative sempre più complesse. L’obiettivo dichiarato è contribuire alla costruzione di una leadership autorevole e inclusiva, capace di accompagnare i cambiamenti della scuola e della società. I saluti istituzionali: attenzione della politica alla dirigenza scolastica Il convegno ha visto la partecipazione di numerosi rappresentanti delle istituzioni, a testimonianza dell’attenzione del mondo politico verso il ruolo della dirigenza scolastica.
Tra i contributi istituzionali, il videomessaggio di Paola Frassinetti, sottosegretario al Ministero dell’Istruzione e del Merito, che ha portato i saluti del Ministero sottolineando l’importanza della leadership educativa nei processi di innovazione della scuola. È intervenuto anche il senatore Roberto Marti, presidente della Commissione Cultura del Senato della Repubblica. Nel suo intervento ha ricordato come la figura del dirigente scolastico non possa più essere assimilata a quella del “preside” del passato. Oggi – ha osservato – si tratta di un dirigente con compiti e responsabilità complesse, una figura apicale del sistema educativo che merita rispetto e attenzione istituzionale. Marti ha inoltre ricordato le diverse vicende concorsuali che negli anni hanno interessato la categoria, riconoscendo l’esistenza di alcune situazioni di disparità e sottolineando l’impegno delle istituzioni nel tentativo di sanare tali criticità.
La senatrice Ella Bucalo, componente della Commissione Cultura del Senato, ha paragonato il dirigente scolastico al capitano di una nave, chiamato a guidare le nuove generazioni verso il futuro. Nel suo intervento ha evidenziato come la scuola rappresenti il punto di partenza per la costruzione del futuro del Paese e come la dirigenza debba saper intercettare le trasformazioni in atto, comprese quelle legate all’intelligenza artificiale, mantenendo sempre al centro la dimensione umana dell’educazione.
Un ulteriore contributo è arrivato da Lucia Albano, sottosegretario al Ministero dell’Economia e delle Finanze, che ha posto l’attenzione sul tema dell’educazione finanziaria e sugli investimenti destinati al sistema scolastico. Albano ha richiamato i dati del rapporto EduFin Index 2024, sottolineando l’importanza di rafforzare le competenze economiche dei cittadini e di ridurre il gap di genere nell’autonomia decisionale. Il ruolo del dirigente scolastico nel sistema educativo
Nel corso dell’incontro è intervenuto anche l’avvocato Michele Zarrillo, esperto di diritto scolastico e già segretario particolare del ministro Giuseppe Valditara. Il suo contributo ha affrontato una questione centrale: quale ruolo debba assumere oggi il dirigente scolastico per guidare efficacemente istituzioni educative sempre più complesse. Secondo Zarrillo, la leadership scolastica deve essere in grado di integrare competenze amministrative, capacità organizzative e visione educativa, in un contesto caratterizzato da riforme normative, innovazioni tecnologiche e nuove esigenze sociali. Intelligenza artificiale e intelligenza emotiva: le nuove sfide della scuola Dopo un momento di networking tra i partecipanti, il programma è proseguito con gli interventi tematici dedicati ad alcune delle questioni emergenti nel dibattito educativo.
Lo psicologo e formatore Stefano Centonze ha affrontato il tema dell’intelligenza emotiva a scuola, analizzandone le motivazioni pedagogiche, il quadro normativo e le prospettive di sviluppo nel sistema educativo. A seguire, la psicologa e HR Manager Marta Francesca Manfreda ha proposto una riflessione sul ruolo della scuola come presidio di intelligenza emotiva in una società caratterizzata da crescenti fragilità relazionali e da fenomeni di disorientamento sociale. Il confronto ha evidenziato come la formazione delle nuove generazioni richieda sempre più l’integrazione tra competenze cognitive, competenze digitali e capacità relazionali. Le conclusioni: tecnologia e umanità nella scuola del futuro
Le conclusioni dei lavori sono state affidate al professor Severino Nappi, ordinario di diritto del lavoro, che ha proposto una sintesi delle questioni emerse durante il convegno, ponendo l’accento sulle implicazioni giuridiche e istituzionali delle trasformazioni in corso nel sistema educativo. Nel dibattito finale è stata posta anche una riflessione di carattere politico-istituzionale: come garantire che l’innovazione tecnologica, a partire dall’intelligenza artificiale, non accentui le disuguaglianze tra scuole e territori ma contribuisca invece a realizzare il principio di pari opportunità sancito dall’articolo 3 della Costituzione. Il ruolo del dialogo tra istituzioni e comunità educante.
A moderare l’incontro è stato Diego Palma, direttore della testata giornalistica La Voce della Scuola, che ha guidato il confronto tra istituzioni, studiosi e professionisti dell’educazione. Nel suo intervento conclusivo ha sottolineato come la scuola del futuro dovrà saper tenere insieme due dimensioni decisive: intelligenza artificiale e intelligenza emotiva. Se la tecnologia potrà supportare l’analisi dei dati e i processi decisionali, sarà la capacità umana di comprendere, motivare e costruire relazioni a determinare la qualità delle comunità educative. Proprio per questo – è stato osservato – il compito dei dirigenti scolastici non si limita alla gestione amministrativa delle istituzioni, ma si estende alla guida delle comunità educanti in un’epoca segnata da profondi cambiamenti sociali, tecnologici e culturali. L’incontro promosso da F.A.R.O. Dirigenti si è dunque configurato come un’occasione di dialogo e riflessione sulla scuola che cambia, nella consapevolezza che il futuro del sistema educativo dipenderà anche dalla qualità della sua leadership.