Il gruppo MID, composto da più di 9100 insegnanti, invita le forze politiche ad occuparsi della mobilità intercompartimentale anche per i docenti

Lo scorso 27 gennaio si è registrata un’interrogazione parlamentare da parte della Senatrice Floridia in merito al profilo dei DSGA

A cura di Redazione Redazione
08 febbraio 2026 10:43
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MOBILITÀ INTERCOMPARTIMENTALE DOCENTI

COMUNICATO N. 22

Tra i temi citati risulta anche quello della mobilità intercompartimentale.

Lo scrivente gruppo risulta felice nell’apprendere tale notizia, ma allo stesso tempo non comprende per quale motivo non siano stati citati anche gli insegnanti.

Sono più di 9100, infatti, i componenti del gruppo MID che chiedono l’apertura della mobilità intercompartimentale dei docenti verso gli altri rami della PA.

Sono numeri in crescita, che da una parte indicano uno stato particolare di parte della categoria, rispetto a una professione diventata estremamente gravosa, e dall’altra il legittimo desiderio degli insegnanti di impegnarsi in un nuovo profilo professionale. Questa richiesta appare certamente condivisibile anche alla luce delle nuove notizie di un ulteriore incremento dell’età pensionabile a partire dal 2029.

A tal proposito ci si domanda: si vogliono forse dei bisnonni in aula? Ma confrontarsi con classi numerose richiede un dispendio di energie psico-fisiche, con tutto il rispetto, diverse da quelle di un ufficio.

A questo quadro va aggiunta un’ulteriore beffa. Nei prossimi giorni scadranno almeno 3 bandi per più di 1000 posti destinati alla mobilità intercompartimentale, da cui il personale della Scuola è, ancora una volta, escluso. Tra questi è presente anche un bando per il Ministero della Cultura.

E allora ci si chiede: forse i docenti non sono affini alla Cultura?

Sembra una barzelletta, ma è la grottesca realtà. É assurdo e discriminante che un docente, funzionario della PA, non possa parteciparvi.

Alla luce di tali considerazioni emergono diverse domande: quando ci sarà un’interrogazione parlamentare sullo stato dei docenti italiani? Per quale motivo la mobilità intercompartimentale è ancora vietata agli insegnanti, nonostante il blocco del turnover, alla base della legge 311 del 2004, sia ormai ampiamente smentito dalle centinaia di migliaia di assunzioni avvenute negli ultimi anni nella PA? Perché la politica non si chiede quali siano le cause del disagio nel mondo della Scuola, limitando la burocrazia, che nulla ha a che vedere con la professione insegnante?

Il gruppo Mobilità intercompartimentale dei docenti lamenta da tempo una discriminazione ai sensi dell'art. 3 della Costituzione e rispetto alla direttiva europea 2000/78/CE.

E trova assurdo che continuino ad essere banditi posti anche negli uffici del Mim, senza che questi siano almeno in parte riservati agli insegnanti che ne facciano richiesta.

Alla luce di tali considerazioni il gruppo invita a superare prima possibile la questione, e torna a richiedere:

● il passaggio verso altro ramo della P.A. per il personale scolastico;

● la possibilità di accedere all’eventuale carenza di posti emergenti dagli uffici del MIM, quali dipendenti dello stesso Ministero, senza bandire un concorso esterno già a partire dalla prossima selezione;

● l’ottenimento dei buoni pasto;

● il riconoscimento per tutta la categoria di professione usurante e l’ottenimento della pensione anticipata a 60 anni senza penalizzazioni.

Il gruppo richiede inoltre:

● la mobilità semplice per i docenti di ruolo che possa avvenire ogni anno, come nel resto della PA, senza il vincolo triennale;

● lo stop alla burocratizzazione della Scuola.

Gruppo Mobilità intercompartimentale docenti

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