Il terzo ciclo INDIRE: un diritto di formazione, continuità e responsabilità educativa
Pensavamo che certe posizioni non potessero esistere dentro un percorso nato per crescere, non per frenare.
Negli ultimi giorni abbiamo letto parole che non avremmo mai pensato di leggere. Non erano semplici rumori di fondo: erano reali, espresse con l’intenzione di ostacolare il terzo ciclo INDIRE.
Ammettiamo che non volevamo crederci. Pensavamo che certe posizioni non potessero esistere dentro un percorso nato per crescere, non per frenare.
E invece ci siamo dovuti ricredere.
Questa presa di coscienza, per quanto amara, ci impone di ribadire con fermezza chi siamo e cosa difendiamo.
Stabilizzazione e formazione: due diritti, non due ostacoli
La stabilizzazione dei docenti INDIRE è un diritto.
La formazione dei docenti INDIRE è un diritto.
Non si escludono, non si ostacolano, non si contraddicono.
Metterle in conflitto significa indebolire entrambe.
Leggiamo persone che vorrebbero bloccare il terzo ciclo. È legittimo chiedere la stabilizzazione — e noi lo facciamo da sempre — ma questo non ha nulla a che vedere con il diritto alla formazione.
Dire che “chi voleva aveva due cicli per specializzarsi” significa ignorare la realtà: molti docenti INDIRE non hanno avuto accesso ai cicli precedenti, per ragioni normative, organizzative o di servizio.
Non si può trasformare una difficoltà del passato in un ostacolo al futuro.
Il terzo ciclo non è un privilegio: è qualità, continuità, responsabilità
Il terzo ciclo, con criteri chiari e non come un libera tutti, è semplicemente formazione.
È qualità.
È tutela degli studenti.
È ciò che serve per rendere INDIRE un modello stabile e strutturale.
E vale per tutti:
- per i triennalisti, che già lavorano nelle scuole e garantiscono ogni giorno continuità didattica;
- per i titoli esteri, iscritti prima dell’uscita del primo ciclo e rimasti sospesi in un limbo normativo che non può essere ignorato.
Dietro questa vicenda non ci sono semplici procedure amministrative, ma persone.
Ci sono docenti che ogni giorno entrano in classe con passione, costruiscono relazioni, accompagnano i propri studenti nel loro percorso di crescita e si assumono la responsabilità di educare e includere.
Oggi molti di questi insegnanti vivono nell’incertezza, in attesa dell’immediato avvio del terzo ciclo INDIRE.
Non si tratta solo di un percorso formativo, ma della possibilità di dare continuità al proprio impegno professionale e di garantire stabilità agli alunni che ogni giorno si affidano a loro.
Nonostante il futuro sia ancora sospeso, questi docenti continuano a svolgere il proprio lavoro con dedizione, mettendo sempre al primo posto i bisogni degli studenti.
Anche loro meritano una risposta concreta, non ulteriori rinvii.
Un chiarimento necessario: l’esercito degli specializzati non arriva da INDIRE
C’è un equivoco che va sciolto con nettezza:
l’esercito degli specializzati non arriva da INDIRE.
Anche bloccando il terzo ciclo, il sistema continuerà a produrre specializzati attraverso i tre cicli di TFA ordinario già programmati, con 90.000 posti complessivi.
Pensare che fermare INDIRE “contenga” il numero degli specializzati è semplicemente non aderente ai fatti.
INDIRE non è un moltiplicatore incontrollato: è un percorso regolato, programmato, pensato per chi già lavora e per chi è rimasto fuori dai cicli precedenti per ragioni non dipendenti dalla propria volontà.
La richiesta della Community: avviare subito il terzo ciclo INDIRE
Per questo chiediamo al Ministero dell’Istruzione e del Merito l’immediato avvio del terzo ciclo INDIRE.
Ogni giorno di attesa prolunga l’incertezza di docenti, studenti e famiglie.
È il momento di dare un segnale concreto:
avviare subito il terzo ciclo significa investire nella continuità didattica, nella qualità della scuola e nel futuro di migliaia di studenti.
Uniti per INDIRE: costruire, non dividere
La realtà che abbiamo visto non ci piace, ma ci conferma una cosa: la nostra community serve.
Serve eccome.
E continuerà a farlo con fermezza, competenza e rispetto.
Uniti per INDIRE significa questo: non dividere, ma costruire.
Non ostacolare, ma avanzare.
Non rinunciare, ma pretendere qualità.
Daniela Nicolò portavoce Community Uniti per INDIRE
(Dal primo al terzo ciclo e oltre...)