In Sassonia la vittoria dell’ultradestra porterebbe gli alunni con disabilità in scuole separate

Pacifico (Anief): significherebbe tornare al 1977, una sconfitta per tutti

A cura di Redazione Redazione
07 settembre 2026 12:43
In Sassonia la vittoria dell’ultradestra porterebbe gli alunni con disabilità in scuole separate -
Condividi

“Le scuole speciali e le classi differenziali sono la negazione dell'inclusione, è un concetto che vale in Europa ma anche in Italia, dove sono passati 50 anni dalla riforma che ha introdotto l’inclusione: un solo passo indietro su questa conquista si tradurrebbe in una sconfitta non solo per gli alunni con disabilità o con difficoltà di apprendimento ma per tutti”. Così Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, nel commentare la volontà espressa dall’ultradestra tedesca, l’Afd, di introdurre classi separate se dovesse andare al governo al termine delle elezioni politiche in corso stamane in Sassonia-Anhalt.

“L’inclusività è integrazione, è crescita comune e reciproca in un ambiente dove la forza è nella differenza. Negare questo pilastro pedagogico – dice ancora Pacifico – significa volere imporre una mentalità che sa di preistoria. La politica dell’inclusione, che tutto il mondo ci invidia, va rafforzata, no ridimensionata”. Anief ricorda che l'Italia ha abolito le classi differenziali con la Legge 517/1977 e le scuole speciali con la Legge 104/1992, puntando su un modello pienamente integrato. “È stato fatto anche perché – continua il sindacalista Anief – la scuola deve fare da volano sociale, no di certo luogo di discriminazione. Ancora di più oggi, con le famiglie convinte di mandare a scuola i figli con disabilità e infatti sono in costante aumento gli studenti con certificazioni”.

“Ora che – continua Pacifico - c’è finalmente maggiore consapevolezza e fiducia nella scuola dell’integrazione, cosa si vorrebbe fare? Rinunciare all’inclusione e alla convivenza, per fare spazio a selezione e separazione. Chi vuole migliorare il sostegno agli alunni con disabilità, invece agisca trasformando i posti in deroga in cattedre di diritto di tipo pluriennali e introducendo una specifica indennità di funzione per i docenti. Invece – conclude il leader dell’Anief - il ritorno alle scuole speciali significherebbe tornare indietro di mezzo secolo”.

Segui Voce della Scuola