Invalsi, Frassinetti: “Dati confermano scuola più inclusiva, oltre 520 mila giovani sottratti a dispersione scolastica”
L'Italia ha già superato con largo anticipo l'obiettivo europeo fissato per il 2030, il tasso di abbandono precoce è sceso all'8,2% nel 2025 e, secondo le stime INVALSI
"Desidero innanzitutto ringraziare i dirigenti scolastici, i docenti, gli studenti e tutto il personale delle scuole che, anche quest'anno, hanno reso possibile lo svolgimento delle prove INVALSI, strumento fondamentale per conoscere lo stato di salute del nostro sistema educativo e orientare le politiche scolastiche. I dati presentati oggi restituiscono un quadro incoraggiante a partire dalla significativa riduzione della dispersione scolastica. L'Italia ha già superato con largo anticipo l'obiettivo europeo fissato per il 2030, il tasso di abbandono precoce è sceso all'8,2% nel 2025 e, secondo le stime INVALSI, raggiungerà il 7,3% nel 2026. In termini concreti, significa che oltre 520 mila giovani sono stati sottratti alla dispersione scolastica rispetto ai livelli registrati quindici anni fa e oggi restano nei percorsi di istruzione e formazione, con effetti positivi sull'inclusione, sull'equità sociale e sulle opportunità future. Una scuola che riesce a trattenere un numero sempre maggiore di studenti è inevitabilmente anche più articolata e complessa, perché accoglie ragazze e ragazzi con percorsi, bisogni e fragilità differenti. Proprio per questo i risultati sugli apprendimenti assumono un valore ancora più significativo. Le rilevazioni dimostrano che mentre cresce il numero degli studenti che rimangono a scuola, aumenta anche la quota di coloro che conseguono risultati elevati, passata dal 12,3% del 2025 al 13,1% nel 2026. Tra i dati positivi ci sono i miglioramenti registrati soprattutto nell'ultimo anno della scuola secondaria di secondo grado, con progressi diffusi in italiano, matematica e inglese e con i segnali più positivi provenienti proprio dalle regioni del Mezzogiorno. Molto importanti sono anche le rilevazioni sulle competenze digitali, avviate dallo scorso anno, che evidenziano buoni livelli in tutte le aree rilevate, dall'alfabetizzazione su informazioni e dati alla comunicazione e collaborazione, dalla creazione di contenuti digitali alla sicurezza. Le criticità circa gli apprendimenti di base della matematica alla primaria ci spingono a proseguire l'azione riformatrice e di rilancio delle materie stem, asse portante del PNRR e di questo Governo, soprattutto nella metodologia laboratoriale. Continueremo inoltre a investire nelle competenze linguistiche, anche attraverso il piano "Gli studenti italiani in Europa", che con uno stanziamento di 420 milioni di euro consentirà a 150 mila studenti delle scuole secondarie di vivere un'esperienza formativa nei Paesi europei" quanto dichiara il Sottosegretario all’Istruzione e al Merito commentando i dati del rapporto Nazionale INVALSI 2026 presentato oggi all’Aula dei gruppi parlamentari della Camera dei deputati.