ISTRUZIONE – Inizio anno scolastico con caldo opprimente

Per Anief si deve spostare l’avvio ad ottobre: basterebbe ridurre il numero di ore e i giorni di lezione fino alla media dell’Unione Europea più bassa dei nostri 200 giorni minimi

A cura di Redazione Redazione
02 settembre 2026 18:05
ISTRUZIONE – Inizio anno scolastico con caldo opprimente -
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È possibile posticipare ad ottobre il rientro degli alunni a scuola per il caldo eccessivo ed opprimente: poiché quasi tutti i nostri istituti scolastici non risultano attrezzati per fronteggiare l’ondata di calore in atto, basterebbe ridurre il numero di ore e i giorni di lezione alla media dell’Unione Europea che risulta più bassa dei nostri 200 giorni minimi. In questo modo, si manterrebbe inalterato il resto del calendario”. Lo dichiara oggi Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief.

Poiché oltre 9 istituti su 10 risultano ancora privi di condizionatori d’aria e non si può rimanere nelle classi a 40 gradi per diverse ore al giorno, il sindacato autonomo ritiene che si possa realizzare in Italia quanto adottato in diversi Paesi europei: nell’UE, infatti, la soglia di giorni di lezione per raggiungere la regolarità dell'anno scolastico è di circa 185 giorni, con circa metà dei Paesi che colloca il minimo dai 170 ai 180 giorni per anno scolastico.

“Non dobbiamo dimenticare – continua Marcello Pacifico – che il calore rappresenta un rischio per la salute di chi lavora che deve essere segnalato come probabile minaccia per la salute, in base alle condizioni degli ambienti di lavoro, dall'istituto dal rappresentante dei lavoratori sulla sicurezza (RLS) o dalle RSU o altro dirigente sindacale alla stessa RLS e da essa al dirigente scolastico: costui, come datore di lavoro, deve occuparsene nel documento di valutazione dei rischi (DVR) e adottare tutte le azioni possibili per prevenire tale rischio, pena la responsabilità penale che sta in capo anche e soprattutto al proprietario dell'immobile, qualora siano state ad esso imputate richieste di intervento inevase”.

“La normativa – continua Pacifico - infatti esonera il dirigente scolastico che si è comportato da diligente "padre di famiglia" ma certamente non esonera chi deve intervenire per prevenire questo rischio di salute ormai molto probabile. Da qui l'appello lanciato dal nostro sindacati agli RLS perché inviino le dovute segnalazioni ai dirigenti scolastici per intervenire sul DVR, in attesa che si trovino i soldi per condizionare gli ambienti scolastici dove spesso manca anche la carta igienica”, conclude il leader del sindacato Anief.

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