Scuola, il paradosso delle GPS 2026
L’algoritmo ministeriale impazzisce e penalizza i docenti specializzati dal Sostegno
L'avvio dell’anno scolastico 2026/2027 si apre con l'ennesimo caos informatico che colpisce il personale docente. Al centro della bufera c'è ancora una volta l’algoritmo ministeriale per l'assegnazione delle supplenze da GPS (Graduatorie Provinciali per le Supplenze). Questa volta il bug del sistema tocca il cuore pulsante della didattica inclusiva: i posti di sostegno.
Decine di docenti specializzati (inseriti in Prima Fascia) si sono svegliati leggendo i bollettini ufficiali delle nomine scoprendo di essere rimasti a casa, superati e "scavalcati" da colleghi con punteggi inferiori e, soprattutto, privi del titolo di specializzazione, attinti direttamente dalle graduatorie incrociate o dalla seconda fascia.
Il corto circuito informatico delle riserve
All'origine del problema potrebbe esserci una gestione distorta delle riserve di legge da parte dell'algoritmo INS. Le quote protette – come la storica Legge 68/1999 per le categorie protette o la più recente riserva del 15% per il Servizio Civile Universale (D.L. 44/2023) – vengono calcolate dall'algoritmo su base provinciale complessiva.
Nel fare questo calcolo automatico, il sistema informatico commette un errore macroscopico: preleva i riservisti ovunque si trovino, senza rispettare l'ordine tassativo delle fasce. Così, un docente non specializzato ma con la riserva del Servizio Civile finisce per soffiare il posto a un docente che ha investito anni di studio e risorse nel superamento del TFA Sostegno.
"È un'ingiustizia inaccettabile — sfoga la sua rabbia un docente specializzato di Prima Fascia rimasto senza cattedra —. Abbiamo investito tempo, sacrifici e migliaia di euro per superare il TFA Sostegno e garantire la massima professionalità agli alunni con disabilità. Oggi l'algoritmo ci sbatte fuori, regalando il posto a chi non ha il titolo di specializzazione solo perché ha svolto il Servizio Civile. La riserva dovrebbe garantire un diritto, non calpestare il merito e la legalità delle fasce."
Cosa dice la legge: il merito calpestato
Il meccanismo applicato dal sistema contrasta apertamente con i principi cardine del pubblico impiego e con la stessa Ordinanza Ministeriale n. 88/2024 e successive. Per legge, infatti, le riserve di posti operano esclusivamente all'interno della medesima fascia. Un riservista può scavalcare i colleghi della sua stessa graduatoria, ma non può in alcun modo essere utilizzato per sanare la mancanza di un titolo di specializzazione, che resta un pre-requisito d'accesso prioritario e insuperabile.
La mobilitazione: la community dei docenti passa al contrattacco
La reazione di fronte a questo scenario non si è fatta attendere. Come community unita di docenti danneggiati, i docenti si stanno muovendo in modo compatto per vie formali e legali. È stata già predisposta e diffusa un’istanza formale di accesso agli atti e rettifica in autotutela, che ogni singolo insegnante escluso sta inviando al proprio Ufficio Scolastico Provinciale di riferimento per verificare i conteggi e bloccare le eventuali nomine irregolari.
Parallelamente, la community ha provveduto a inoltrare una nota di segnalazione centralizzata direttamente al Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM). L'obiettivo è duplice: chiedere all'amministrazione centrale di fare immediata chiarezza sulle falle del sistema e chiedere l'avvio di controlli serrati volti a correggere gli eventuali errori informatici commessi nell'applicazione delle riserve, prima che la situazione sfoci in una pioggia di ricorsi al Giudice del Lavoro.
Daniela Nicolò
portavoce Community Uniti per INDIRE
Li[/]nk istanza in autotutela:https://docs.google.com/document/d/1k73wSVYOm4-tqA-M9jZ1tSgLz-bjqWsUIQ6wqUUiYJI/edit?usp=sharing