La bugia della supplentite. E la Corte Europea condanna l’Italia (di nuovo)

Duecentomila contratti a termine ogni anno, sempre gli stessi, sugli stessi posti. Non è una disfunzione del sistema scolastico italiano. È il suo modo di funzionare. La Corte Europea lo ha appena condannato. Di nuovo.

13 maggio 2026 17:06
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Ogni anno, a settembre, lo Stato italiano firma circa 200.000 contratti a tempo determinato con docenti e personale ATA delle scuole statali. L'anno dopo li lascia scadere. Poi li rifirma. Generalmente con le stesse persone, sugli stessi posti, che restano vacanti perché formalmente è previsto che durino solo per quell’anno, un “incidente di percorso” temporaneo.

Stranamente, però, il numero resta stabile. Anno dopo anno. Lasciando spazio al ragionevole dubbio che non sia propriamente un caso.

Nell'anno scolastico 2021/2022 i soli contratti a termine dei docenti avevano raggiunto quota 225.000. Per il 2024/2025, esponenti della stessa maggioranza di governo avevano previsto di avvicinarsi alle 300.000 unità complessive tra docenti e ATA. Nel frattempo, le immissioni in ruolo del personale ATA per il 2025/2026 sono state autorizzate per 10.348 unità, meno dei 33.000 posti liberi tra pensionamenti e altro.

Per i docenti la proporzione è analoga: decine di migliaia di stabilizzazioni ogni anno, sempre insufficienti a svuotare il bacino, sempre calibrate sul turn-over dei pensionamenti e non sul fabbisogno reale.

Dopo le assunzioni, puntuale e atteso, arriva il momento delle “supplenze”. Che sono dieci volte di più dei posti andati ad assunzione a tempo indeterminato. Lo sanno tutti. E tutti aspettano senza temere neanche lontanamente che per quel determinato anno non ce ne siano.

Il racconto ufficiale ha chiamato il fenomeno "supplentite". Quasi come una malattia, qualcosa di patologico e involontario.

Ma tutti sanno che è una bugia lessicale prima ancora che politica visto che non si tratta di una disfunzione. Si tratta del meccanismo di funzionamento ordinario di un sistema progettato per restare esattamente così.

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