La memoria come protocollo di sicurezza democratica

La Shoah non è stata un guasto improvviso della storia, ma il risultato di una progettazione metodica

27 gennaio 2026 12:38
La memoria come protocollo di sicurezza democratica -
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La Shoah non è stata un guasto improvviso della storia, ma il risultato di una progettazione metodica. Il 27 gennaio deve servire a smontare la meccanica di quel disastro per comprendere come i sistemi sociali possano, ancora oggi, scivolare verso la discriminazione sistematica.

Il successo logistico dello sterminio si è basato su tre protocolli precisi:

  • Neutralizzazione etica: la trasformazione delle persone in dati numerici, svuotando l'azione burocratica di ogni peso morale.

  • Compartimentazione del compito: una struttura in cui ognuno gestiva un segmento del processo (trasporti, logistica, amministrazione), ignorando — o fingendo di ignorare — il risultato finale.

  • Assenza di feedback sociale: il silenzio della società civile che ha agito come fattore di accelerazione per la macchina statale.

Dire "Mai Più" oggi non significa solo ricordare, ma esercitare una manutenzione attiva delle democrazie. È necessario monitorare i processi di deumanizzazione nel linguaggio pubblico e nelle nuove tecnologie, poiché la storia dimostra che una società tecnicamente avanzata può utilizzare i propri strumenti per fini distruttivi se priva di una solida governance etica.

La memoria, in questa prospettiva, è l’unico strumento di diagnostica per individuare le crepe del sistema prima che il danno diventi irreversibile.


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