Latino alle Medie, Anief: fondi per equità territoriale

Anief: bene il ritorno del latino con il DL 170, ma servono risorse in Legge di Bilancio per garantire qualità, organico ed equità nazionale

17 ottobre 2026 17:47
Latino alle Medie, Anief: fondi per equità territoriale  - Il ritorno del Latino alle Medie
Il ritorno del Latino alle Medie
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La reintroduzione dello studio del latino nella scuola secondaria di primo grado rappresenta una tematica centrale nel dibattito educativo attuale. Il decreto legge n. 170, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale lo scorso 30 settembre, delinea il quadro normativo per questo ritorno tra i banchi.


Secondo il sindacato Anief, l'iniziativa in sé è considerata giusta, poiché riconosce al latino un valore formativo intrinseco e una utilità pratica nell'approfondire la conoscenza della lingua italiana.

Tuttavia, la posizione del sindacato è critica riguardo alle modalità di attuazione previste dal testo. Il decreto, infatti, demanda la concreta attivazione dell'insegnamento alla disponibilità del territorio e delle singole istituzioni scolastiche. Questa discrezionalità viene contestata dal giovane sindacato autonomo, che ritiene necessario un intervento correttivo per evitare che l'insegnamento del latino diventi un privilegio legato alle capacità organizzative locali, anziché un diritto diffuso su scala nazionale.

Rischi per il Personale e le Discipline: una riforma a costo zero?

Le motivazioni alla base di tale emendamento sono di natura pratica e pedagogica. Anief avverte che, in assenza di fondi dedicati, l'inserimento del latino rischierebbe di generare effetti controproducenti per l'intero sistema scolastico.

I pericoli principali identificati dal sindacato includono:

- Una riduzione delle ore destinate alle altre discipline curricolari.
- Un aggravio dei carichi di lavoro per il personale docente già in servizio.
- Un ampliamento delle attività didattiche a parità di organico, che comprometterebbe la qualità dell'offerta formativa anziché arricchirla.

L'investimento finanziario viene quindi presentato come condizione imprescindibile affinché il ritorno del latino non sia una manovra a costo zero, ma un arricchimento effettivo del piano di studi.

Equità territoriale e visione culturale: il rischio di una scuola a due velocità

Oltre alle questioni organizzative, l'aspetto dell'equità riveste una priorità assoluta nelle richieste sindacali. L'attuale formulazione del decreto espone il sistema nazionale di istruzione al rischio di una frammentazione eccessiva, dove l'offerta formativa varierebbe drasticamente in base alla capacità di gestione delle singole scuole.

“Le risorse aggiuntive – dichiara il sindacato - consentirebbero, inoltre, di assicurare condizioni uniformi di accesso al nuovo insegnamento sul territorio nazionale, evitando che la sua concreta attuazione sia rimessa esclusivamente alla disponibilità di organico e alle capacità organizzative delle singole istituzioni scolastiche. L'investimento finanziario risulta quindi necessario per garantire l'effettività della misura, la qualità dell'insegnamento e l'equità del sistema nazionale di istruzione”.

Il reperimento di risorse aggiuntive permetterebbe di:

- Assicurare condizioni uniformi di accesso all'insegnamento su tutto il territorio nazionale.
- Evitare che l'attuazione dipenda esclusivamente dalla disponibilità di organico locale.
- Garantire standard elevati sia per la qualità dell'insegnamento che per l'equità del sistema.

Il Significato del Latino per Pacifico: oltre la propedeutica liceale

Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, ha sottolineato l'importanza storica e civile del latino. Secondo Pacifico, chiunque abbia studiato questa lingua comprende il suo ruolo fondamentale per la padronanza dell'italiano. Egli ricorda che, fino a due secoli fa, il latino rappresentava la lingua abituale di cultura, precedendo l'attuale predominanza dell'inglese.

La visione di Pacifico supera la tradizionale concezione del latino come propedeutica esclusiva ai licei. Il leader sindacale sostiene che lo studio del latino debba essere reintrodotto per consentire agli alunni di comprendere meglio le radici della civiltà in cui vivono. In quest'ottica, la formazione scolastica diventa uno strumento di consapevolezza critica, legando il passato classico alle necessità formative del presente.

“Tutti coloro che hanno studiato il latino – ha detto Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief -, sanno quanto il latino risulti importante per la comprensione della lingua italiana e che fosse lingua abituale di cultura prima dell'inglese fino a due secoli fa. Ben venga, dunque, il suo ritorno in classe, a partire dalla secondaria di primo grado. Tuttavia, la verità è che bisognerebbe reintrodurre lo studio utile del latino a scuola non soltanto per chi vuole continuare nei licei la sua formazione, ma soprattutto - ha concluso il leader dell’Anief - per comprendere meglio la civiltà da cui deriviamo e in cui viviamo”.

La proposta emendativa di Anief: risorse in Legge di Bilancio

L’emendamento del giovane sindacato autonomo prevede che al comma 2 del testo approvato dal Consiglio dei Ministri si sopprima l’ultimo periodo e si aggiunga in fine “Ai fini del presente comma si provvede con risorse da reperire con alla prossima Legge di Bilancio”.

Nella motivazione, Anief spiega che “il reperimento di risorse aggiuntive è indispensabile affinché l’introduzione del latino non determini una riduzione delle ore destinate alle altre discipline, un aggravio dei carichi di lavoro del personale docente o un ampliamento delle attività a parità di organico, ma costituisca un effettivo arricchimento dell’offerta formativa”.

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