L’Eterna Sosta di un’Anima: una Panchina della Memoria per Maria Grazia Di Domenico a Cava de’ Tirreni
Aveva 27 anni quando la sua vita si è fermata, nel maggio del 2021. E non era una vita qualunque: era una vita piena di futuro
Ci sono storie che una città non riesce a lasciare andare.
Storie che restano sospese, come una frase interrotta a metà. A Cava de’ Tirreni, il nome di Maria Grazia Di Domenico è una di queste.
Aveva 27 anni quando la sua vita si è fermata, nel maggio del 2021. E non era una vita qualunque: era una vita piena di futuro. Maria Grazia stava per sposarsi, stava per entrare in una nuova stagione della sua esistenza, quella dei progetti condivisi, della casa da costruire, delle piccole cose quotidiane che diventano famiglia. Il suo sogno d’amore era ormai a un passo dal compiersi.
Poi, improvvisamente, tutto si è interrotto.
Oggi, a distanza di anni, quel vuoto non è rimasto solo nella sua famiglia. È diventato un sentimento condiviso che ha attraversato la comunità e ha unito persone diverse in un’unica richiesta: restituire a Maria Grazia un luogo nella sua città, un punto fermo della memoria.
Da qui nasce la proposta di installare una panchina commemorativa a lei dedicata, avanzata al Sindaco Vincenzo Servalli, al Presidente della Provincia e al Presidente della Regione Campania da un’ampia rete di accademici, giuristi, docenti, professionisti e cittadini.
Non un semplice arredo urbano, ma un segno. Un gesto semplice e profondamente umano: fermarsi, sedersi, ricordare.
Perché l’idea è proprio questa: trasformare uno spazio quotidiano in un luogo di silenzio e riflessione, dove il nome di Maria Grazia continui a vivere nella città che l’ha vista crescere.
Chi l’ha conosciuta la descrive come una giovane donna dolce, riservata e intelligente. Una consulente software stimata, ma soprattutto una persona capace di rispetto, sensibilità e attenzione verso ciò che la circondava, in particolare gli animali e il mondo naturale, che amava con discrezione e coerenza.
A sostenere l’iniziativa sono stati, in primo luogo, i colleghi insegnanti della sorella Paola, che hanno scelto di dare forma a un dolore condiviso: Barbara De Agostinis, Antonio Riccio, Diego Riccio, Giorgio Mellucci, Emiddio Cipro, Mariangela Mezzina, Daniela Montalto, Serena Talarico e Mariateresa Luisa.
La rete di adesioni si è poi allargata fino a coinvolgere figure del mondo accademico, forense, culturale e del terzo settore:
Prof. Giuseppe Catapano, Rettore AUGE Università
Avv. Marco Mea (Foro di Lagonegro)
Campania Futura (Ente di formazione)
Prof. Domenico Iannicelli (Segretario Provinciale Gilda Scuola)
Dott. Carmine Gaudiosi (Presidente Ente Morale UNIMIV Napoli)
Dott. Gaetano Bonelli (Collezione Bonelli)
Prof. Andrea Leanza (Presidente Civiltà Sociale ONLUS)
Dott.ssa Alessia D’Antonio (scrittrice)
Dott. Dante Chiariello (funzionario amministrativo)
Prof.ssa Imma Canditone (Presidente Associazione Un Giorno)
Dott. Pasquale Buccino (Energy Decorazioni SRL)
Dott. Nunzio Esente (Presidente Associazione Ex Lanificio Sava e la Luna)
Dott.ssa Alessandra Cicala (Fly di Qualiano)
La panchina che si propone di realizzare non vuole essere un monumento al dolore, ma alla presenza che resiste nel ricordo. Un punto in cui la città possa riconoscere una storia che le appartiene e, allo stesso tempo, interrogarsi sul valore fragile e assoluto della vita.
Perché alcune assenze non chiedono solo silenzio.
Chiedono ascolto.
E, a volte, anche solo una panchina può diventare un modo per non farle svanire.
I promotori dell’iniziativa
Nota: in data 15 maggio 2026 è stata inoltrata tramite posta elettronica certificata (PEC) un’istanza formale di protocollo indirizzata al Comune di Cava de’ Tirreni, alla Provincia competente e alla Regione Campania.