L’illusione della Mini Call Veloce

Per la secondaria di primo e secondo grado è solo l’ennesimo "contentino" di Ferragosto

13 agosto 2026 16:45
L’illusione della Mini Call Veloce -
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Il Ministero presenta la proroga come una conquista, ma i numeri smascherano il bluff: nella secondaria i posti residui sono un miraggio. Basta con il gioco delle tre carte.

Tra un bagno e il pranzo di Ferragosto, i precari rincorrono l’ennesimascadenza. Dalle ore 14:00 si aprono le funzioni per la Mini Call Veloce su sostegno, che sulla carta dovrebbe offrire il ruolo a chi ha investito anni di studio e migliaia di euro nella specializzazione.

La realtà taciuta dagli slogan è però un’altra: per i docenti della scuola secondaria di primo e secondo grado, la procedura è una gigantesca illusione, un “contentino” burocratico che simula movimento mentre il sistema resta fermo.

Il gioco delle tre carte della politica

La proroga è stata raccontata come una vittoria di flessibilità e opportunità; cifre alla mano, sfiora invece la beffa.

La chiamata fuori provincia scatta solo se restano posti nella destinazione. Ma quali residui possono esserci nella secondaria di primo e secondo grado?

Le GPS di I fascia della secondaria sono ormai sature: centinaia di specializzati TFA, formati a caro prezzo, attendono già nelle proprie province. Dove le graduatorie sono piene, i posti “avanzati” per la Call Veloce sono pari a zero. Il paradosso è servito: si promette unastabilizzazione nazionale via algoritmo, pur sapendo che le disponibilità riguardano soprattutto infanzia e primaria e lasciano la secondaria quasi a mani vuote.

Sacrifici reali, soluzioni di facciata

I docenti di sostegno della secondaria non chiedono favori, ma rispetto:hanno superato selezioni dure, sostenuto costi universitari elevati e garantito per anni continuità didattica agli alunni più fragili.

A loro si chiede di valutare trasferimenti a centinaia di chilometri, riorganizzare la propria vita e compilare istanze in agosto, per scoprire poi disponibilità azzerate al Centro-Sud e pochissimi posti al Nord.

Perché chiamare “opportunità” una procedura destinata, per migliaia di lavoratori, all’ennesimo nulla di fatto?

È ora di dire BASTA

Alla scuola servono interventi concreti, non propaganda:

• Organici stabili: trasformare i posti in deroga in immissioni in ruolo.

• Dati trasparenti: distinguere chiaramente disponibilità e gradi scolastici.

• Rispetto dei precari: tutelare tempi, aspettative e professionalità.

Per la secondaria di primo e secondo grado, la Mini Call Veloce resta dunque un contentino: un’opportunità solo apparente, incapace di risolvere il precariato.

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