Manovra, PSI: 7mila posti tagliati nella scuola statale!
Fantò (PSI-Avanti!) denuncia i tagli a docenti e ATA e chiede più investimenti, meno alunni per classe e stabilizzazione dei precari.
Il PSI-Avanti! stigmatizza con forza quanto previsto nell'ultima Legge Finanziaria: il taglio di 5.000 posti di docenti e di 2.000 posti di personale ATA. È un colpo durissimo, l'ennesimo, inferto dal governo Meloni alla scuola pubblica statale.
Non si tratta di un errore contabile o di una spending review neutra. Questo Governo, che è un Governo di destra, sta agendo in modo coerente con le ideologie che lo ispirano: sta indebolendo sistematicamente la scuola pubblica statale per favorire, nei fatti, la privatizzazione del diritto allo studio e la dequalificazione del sistema d'istruzione nazionale.
Tagliare docenti significa classi più affollate, meno tempo per gli alunni, meno inclusione, meno didattica di qualità. Tagliare gli ATA significa scuole meno sicure, meno pulite, meno funzionanti, segreterie al collasso e Dirigenti Scolastici lasciati soli a gestire l'ingestibile.
È la dimostrazione che per questa destra la scuola pubblica non è un investimento sul futuro del Paese, ma un costo da tagliare. È una visione classista ed elitaria, che noi socialisti respingiamo totalmente.
Per noi la scuola pubblica statale è l'unico vero ascensore sociale, il luogo dove si costruisce la cittadinanza, l'uguaglianza e la libertà. Indebolirla significa indebolire la Repubblica.
Il PSI Scuola chiede l'immediato ritiro di questi tagli e l'avvio di un piano straordinario di investimenti per:
La stabilizzazione di tutto il personale precario; La riduzione del numero di alunni per classe; Il potenziamento del tempo pieno e del tempo prolungato; La piena valorizzazione economica e professionale di docenti e ATA
Il PSI scuola riunirà sabato 21 novembre a Roma i propri referenti regionali per definire i punti programmatici da sottoporre con urgenza al cosiddetto “Campo largo”.
Luca Fantò-Responsabile PSI-Avanti! scuola