Marattin: “domani lanciamo un nuovo partito, un terzo polo con Calenda (e senza Renzi) è possibile”

Marattin: “domani lanciamo un nuovo partito, un terzo polo con Calenda (e senza Renzi) è possibile”

A cura di Redazione Redazione
09 marzo 2025 15:30
Marattin: “domani lanciamo un nuovo partito, un terzo polo con Calenda (e senza Renzi) è possibile” -
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“Fondiamo un nuovo partito perché capiamo che c’è un pezzo di Italia che non è rappresentato dal bipolarismo. Ci sono già stati tre tentativi di romperlo: il primo di matrice democristiana, poi ci ha provato il Movimento 5 Stelle e infine il Terzo Polo, ma anche Mario Monti. Quella era la strada giusta. Sono uscito da Italia Viva quando il partito ha abbandonato questa opzione ed è tornato nel centrosinistra. Calenda? Credo sia un interlocutore”. Così l’On. Luigi Marattin, deputato del Gruppo Misto, presidente dell’associazione Orizzonti Liberali ed ex membro di Italia Viva, intervistato da Newzgen, la trasmissione prodotta da Alanews in onda su Twitch e YouTube, alla vigilia dalla presentazione del nuovo progetto politico che mette insieme quattro anime del mondo liberal-democratico: Orizzonti liberali, Libdem europei, Nos e Liberal Forum.

Da “pentito del bipolarismo” ed ex renziano, il parlamentare spiega perché, secondo lui, è fallito il Terzo Polo: “Era l’unione di due partiti personali. Italia Viva e Azione erano e sono due partiti fortemente incentrati sulla figura del leader e quando si mette l’ego davanti al progetto, il progetto non va mai”.

Per l’On. Marattin un progetto politico “non è solo la leadership”, ma l’insieme di quattro componenti: “leadership, classe dirigente, visione di società e organizzazione”.

Per tale motivo, tornando sul nuovo soggetto politico, che verrà presentato domani 8 marzo a Roma, ci tiene a precisare: “Abbiamo scelto di lanciare un partito non partendo dal leader, ma presentando oltre al nome e al simbolo, anche il manifesto. Presentiamo le principali proposte programmatiche su Fisco, Sanità, Scuola, Riforme, Europa, Ambiente, Energia e Politiche di competitività; presentiamo lo statuto, la comunicazione e lanciamo il tesseramentoPoi, fra tre mesi, a giugno, faremo il congresso in cui eleggeremo un leader o una leader e spero tanto sia una gara contendibile a cui partecipino più candidati”.

L’obiettivo resta quello delle elezioni del 2027, una corsa che Marattin vorrebbe si facesse insieme a Calenda, leader di Azione: “Nonostante quanto detto, con Carlo Calenda occorre, nei prossimi due anni che ci separano dal voto, lavorare a una formazione politica unitaria” perché “se questa cosa del partito va avanti, come io spero, la prossima volta sulla scheda elettorale non ci possono essere tre partiti che dicono la stessa cosa e che si presentano divisi”.

Poi sul suo rapporto con Matteo Renzi chiarisce: “Sono riconoscente a Matteo e non mi pento di essere stato un renziano e di aver partecipato a quella che considero una grande avventura – dice l’ex Italia Viva – È finita perché Matteo ha preso una decisione in maniera unilaterale cambiando tutta la fisionomia di quello che stavamo facendo. La sua scelta è stata legittima, un po’ meno legittimo il fatto di averla presa in quel modo senza discuterne”. Incalzato da Andrea Eusebio e Alessandra D’Ippolito sulla sua permanenza in Parlamento nonostante l’addio a IV, il deputato chiarisce: “Non sono stato eletto con IV, ma con il Terzo Polo quale alternativa a destra e sinistra, e lì sono rimasto. Semmai è Italia Viva ad aver tradito il mandato elettorale, su cui ricordo, però, non vi è vincolo costituzionale”. 

Infine l’On. Marattin condivide le emozioni a poche ore dal lancio del nuovo partito e dell’inizio di questa nuova avventura politica: “Sono tranquillissimo, non ho ansie né preoccupazioni perché comunque vada sto seguendo quello in cui credo e così stanno facendo centinaia di persone con cui sono onorato di fare questo pezzo di strada insieme”. Poi aggiunge: “Io non ho ancora figli, però se un giorno ne avrò uno e mi chiederà come si fa a essere felici, gli risponderò in un solo modo e cioè che devi fare ciò che ti piace – dice il deputato – Se hai la fortuna anche di fare un lavoro che ti piace, quello si avvicina abbastanza alla felicità”. E conclude: “Io non sarei mai riuscito a far politica fingendo di poter star bene nel centrosinistra o nel centrodestra, perlomeno per come sono adesso. Poi in Italia le cose cambiano, ma adesso se mi dicessero di parlare di economia con Borghi e Bagnai oppure con Conte e Fratoianni non ce la farei”.

RIVEDI L’INTERVISTA A LUIGI MARATTIN

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