Maturità 2026: l'esame del futuro con compensi fermi al passato
ome PSI, chiediamo al Ministero dell'Istruzione e del Merito Valditara di aprire un confronto finalizzato all'adeguamento dei compensi di Presidenti e Commissari, individuando risorse specifiche già a partire dalla prossima legge di bilancio
Alla scuola, quindi ai docenti, si continua a chiedere innovazione, responsabilità e qualità, ma ci si guarda bene dal riconoscere la professionalità. La plenaria che ha aperto ieri l'Esame di Maturità 2026 segna l'avvio di una stagione di cambiamento. E’ stata infatti ridisegnata la struttura delle Commissioni, riducendo il numero dei componenti e perciò ciò aumentando il carico di responsabilità per i Presidenti e i
Commissari.
Ben vengano gli interventi finalizzati a rendere l'Esame di Stato più efficiente, coerente con le esigenze formative contemporanee e capace di valorizzare il percorso degli studenti. Tuttavia, come PSI, non possiamo ignorare una contraddizione che rischia di compromettere la stessa credibilità della riforma. Mentre si parla di scuola del futuro, digitalizzazione, innovazione e semplificazione organizzativa, i compensi riconosciuti ai componenti delle Commissioni d'esame restano
sostanzialmente ancorati ai valori definiti nel 2007. In quasi vent'anni il costo della vita è profondamente cambiato, l'inflazione ha eroso il potere
d'acquisto delle retribuzioni e le responsabilità amministrative e professionali dei docenti sono aumentate in modo significativo. Eppure, per chi è chiamato a garantire la regolarità e la qualità dell'esame conclusivo del secondo ciclo di istruzione, non si è registrato alcun
adeguamento dei compensi.
Allo stesso modo dei salari del personale scolastico tutto, attualmente costretto a salari che si avvicinano sempre di più alla soglia di povertà, la questione che non riguarda tanto l'aspetto economico, quanto il mancato riconoscimento della professionalità docente. Il PSI da tempo si batte affinché la valorizzazione del personale scolastico diventi una priorità
politica. Come PSI, chiediamo al Ministero dell'Istruzione e del Merito Valditara di aprire un confronto finalizzato all'adeguamento dei compensi di Presidenti e Commissari, individuando risorse specifiche già a partire dalla prossima legge di bilancio. La scuola italiana ha bisogno di riforme credibili e sostenibili e non di parole e improbabili riforme a costo zero. Sulla scuola pubblica italiana si investe, non si risparmia!
Luca Fantò
Responsabile nazionale gruppo di lavoro PSI scuola