Mobilità annuale 2026/27: assegnazioni provvisorie e utilizzazioni, parte il conto alla rovescia per gli esiti
Le operazioni di utilizzazione e assegnazione provvisoria del personale docente dovranno concludersi entro il 24 agosto 2026.
Sono settimane decisive per migliaia di docenti alle prese con utilizzazioni e assegnazioni provvisorie per l’anno scolastico 2026/27. Con la conclusione della fase di presentazione delle domande, l’attenzione si sposta ora sugli Uffici scolastici territoriali, chiamati a elaborare graduatorie e movimenti prima dell’avvio delle lezioni.
Per il personale docente, educativo e per gli insegnanti di religione cattolica, le istanze sono state presentate dal 10 al 23 luglio 2026, secondo le indicazioni pubblicate dal Ministero dell’Istruzione e del Merito.
Assegnazione provvisoria e utilizzazione: qual è la differenza?
Sebbene vengano spesso nominate insieme, le due procedure hanno finalità differenti.
L’assegnazione provvisoria permette, in presenza dei requisiti previsti, di chiedere per un solo anno scolastico una sede diversa da quella di titolarità, principalmente per esigenze di ricongiungimento familiare. Non si tratta quindi di un trasferimento definitivo: terminato l’anno scolastico, il docente conserva la propria titolarità.
L’utilizzazione, invece, risponde soprattutto a esigenze legate alla particolare posizione professionale del docente e alla gestione degli organici, secondo le condizioni stabilite dal contratto integrativo.
Per il 2026/27 la disciplina è contenuta nel CCNI sulle utilizzazioni e assegnazioni provvisorie sottoscritto il 10 luglio 2026, che sostituisce il precedente contratto sulla materia.
Quando arriveranno gli esiti?
È questa la domanda che interessa maggiormente i docenti in questi giorni.
La nota ministeriale n. 18007 del 10 luglio ha fissato il calendario delle operazioni e, secondo le indicazioni comunicate per la procedura, le operazioni di utilizzazione e assegnazione provvisoria del personale docente dovranno concludersi entro il 24 agosto 2026.
Non significa necessariamente che tutti gli esiti saranno pubblicati contemporaneamente il 24 agosto. I singoli Uffici territoriali possono procedere secondo i propri calendari operativi, pubblicando graduatorie ed esiti man mano che vengono completate le procedure.
Per questo motivo, in questa fase è particolarmente importante controllare il sito dell’Ufficio scolastico territoriale della provincia interessata.
Una corsa contro il tempo prima delle supplenze
La mobilità annuale rappresenta anche un passaggio fondamentale per determinare quali cattedre resteranno effettivamente disponibili.
Prima devono essere definite le operazioni riguardanti il personale di ruolo; successivamente il quadro dei posti residui potrà essere utilizzato per le ulteriori procedure di nomina e per l’attribuzione delle supplenze.
È quindi una sorta di effetto domino: utilizzazioni e assegnazioni provvisorie incidono sulla disponibilità delle cattedre che resteranno per le successive nomine.
E per il personale ATA?
Il calendario è differente. Per il personale ATA le domande di utilizzazione e assegnazione provvisoria per il 2026/27 sono state presentate dal 23 luglio al 4 agosto 2026.
Anche in questo caso gli Uffici territoriali stanno procedendo con la pubblicazione delle graduatorie. In alcune province risultano già pubblicati atti relativi alle graduatorie provvisorie ATA: un segnale del progressivo avanzamento delle operazioni.
Agosto decisivo per migliaia di insegnanti
Per molti docenti l’esito di un’assegnazione provvisoria può cambiare radicalmente l’organizzazione del prossimo anno scolastico. Ottenere una sede più vicina alla propria famiglia può significare evitare lunghi spostamenti quotidiani o un altro anno di lavoro lontano da casa.
Ecco perché, dopo la presentazione delle domande, cresce inevitabilmente l’attesa.
Il calendario è ormai entrato nella fase decisiva: entro il 24 agosto dovranno essere concluse le operazioni relative ai docenti. Da qui all’inizio del nuovo anno scolastico si definirà quindi una parte importante della geografia delle cattedre italiane.
Per migliaia di insegnanti, le prossime pubblicazioni degli Uffici scolastici non rappresenteranno soltanto una comunicazione amministrativa: stabiliranno dove inizierà il loro prossimo anno di scuola.