Mobilità docenti 2026/27: 47mila cattedre scoperte. Al Nord metà del fabbisogno
Conclusa la mobilità, restano quasi 47mila posti scoperti. Il 58% al Nord. Primaria e sostegno i settori più critici. Immissioni in ruolo imminenti.
Conclusa la fase della mobilità per l'anno scolastico 2026/27, il quadro organico che emerge dai dati ministeriali conferma una struttura del problema ormai consolidata: i posti vacanti e disponibili ammontano complessivamente a 46.826, distribuiti tra posto comune e sostegno su tutti i gradi di istruzione. Si tratta dell'organico di diritto privo di titolare, che costituisce la base su cui si innesteranno le imminenti procedure di immissione in ruolo.
La distribuzione per ordine e grado
Le disponibilità risultano così ripartite: 4.240 posti nella scuola dell'infanzia (3.454 su posto comune, 786 su sostegno); 18.799 nella primaria (10.584 su posto comune, 8.215 su sostegno); 7.734 nella secondaria di primo grado (6.330 su posto comune, 1.404 su sostegno); 16.053 nella secondaria di secondo grado (14.997 su posto comune, 1.056 su sostegno). Il dato più rilevante riguarda il sostegno nella primaria: la quota di posti di sostegno non coperti supera ampiamente quella dei posti comuni, segnalando una pressione strutturale su un segmento già cronicamente in difficoltà.
La concentrazione geografica al Nord
La distribuzione territoriale del fabbisogno non è uniforme. Oltre la metà dei posti vacanti si concentra nelle regioni settentrionali, con Lombardia, Veneto e Piemonte in testa per entità del deficit. Questo squilibrio tra domanda e offerta di personale docente nelle aree del Nord produce ogni anno il rapido esaurimento delle graduatorie provinciali e il ricorso alle procedure di interpello, con spostamenti di supplenti dal resto del Paese nelle settimane immediatamente precedenti l'avvio delle lezioni.
Organico di diritto e organico di fatto: due piani distinti
I quasi 47mila posti censiti rappresentano la quota di organico di diritto, ossia le cattedre prive di titolare su base annuale. A questi si aggiunge l'organico di fatto, composto da posti che non risultano vacanti a titolo permanente ma che si rendono disponibili per il singolo anno scolastico in ragione di classi aggiuntive autorizzate, sdoppiamenti e, soprattutto, posti di sostegno in deroga. A questi si sommano almeno 50mila posti in deroga sul sostegno, che per definizione non possono essere utilizzati per le immissioni in ruolo e vengono coperti con contratti a tempo determinato fino al 30 giugno.
Il risultato è una divaricazione significativa tra il numero di cattedre vacanti censite e il volume effettivo di contratti a tempo determinato stipulati ogni anno. Per il 2024/25, i dati del portale unico ministeriale registravano circa 236mila contratti a tempo determinato complessivi: un ordine di grandezza che supera di cinque volte i posti di organico di diritto scoperti. La frammentazione degli spezzoni orari — frequente nelle classi di concorso della secondaria con quadri orari ridotti — contribuisce a gonfiare le statistiche, poiché ogni spezzone genera un contratto giuridicamente autonomo pur non costituendo una cattedra a tempo pieno.
Le prossime scadenze
Nelle prossime settimane gli Uffici scolastici territoriali avvieranno le operazioni di immissione in ruolo per i candidati collocati nelle graduatorie provinciali, con scelta telematica della sede. Contestualmente si aprirà la fase di assegnazione delle supplenze annuali tramite GPS e graduatorie d'istituto, che chiuderà — come ogni anno — solo a ridosso dell'inizio delle lezioni.