Per la scuola, il modello Vannacci punta sulla selezione e non sull’emancipazione

Le proposte sulla scuola del Fronte Nazionale e di Roberto Vannacci delineano un modello distante dall’ idea socialista di Istruzione pubblica

A cura di Redazione Redazione
31 agosto 2026 18:50
Per la scuola, il modello Vannacci punta sulla selezione e non sull’emancipazione -
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Definire la scuola come “dura e selettiva” perché la vita è dura significa è la funzione. La scuola della Repubblica non deve riprodurre le disuguaglianze, deve dare a tutti gli strumenti per superarle. Rigore e merito sono essenziali, ma rigore non è selezione. Una scuola di qualità non sceglie chi lasciare indietro anzi “porta avanti chi rimane indietro”. Le classi differenziate invece toglierebbero a molti giovani la possibilità di costruire il proprio futuro. Noi socialisti siamo contrari a portare la formazione militare nella scuola superiore. Conoscere le Istituzioni è giusto, anche di ciò si fa carico la scuola, ma non per farne strumento di orientamento militare. La scuola forma cittadini liberi e critici, non soldati. Non c'è alcuna invasione gender: affrontare temi complessi nel rispetto dell'età e del pluralismo è educazione al confronto, non propaganda. Sosteniamo lo Ius Scholae: chi cresce e studia in Italia è parte della comunità nazionale. I socialisti sono per una scuola laica, che conosce anche la storia cristiana e la storia romana proprio perché fondate sull'inclusività. Nel profluvio di proposte smaccatamente ideologiche e demagogiche di Futuro nazionale mancano invece le proposte per i veri problemi: dispersione, disuguaglianze territoriali, stipendi, precariato, edilizia, sostegno, tecnici e professionali e diritto allo studio. Su questo noi socialisti lavoriamo e chiediamo di confrontarci. Per noi la scuola non deve preparare i nostri giovani ad accettare una società dura e selettiva. Deve dare gli strumenti per cambiarla. Così, in una nota Enzo Maraio, Segretario nazionale PSI-Avanti! e Luca Fantò, Responsabile PSI-Avanti! scuola.

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