il punto sui DS

"Per ricorso, non per concorso". Attilio Fratta su dirigenti scolastici, graduatorie e stipendi

Il presidente di DirigentiScuola parla in video di nuovo concorso, mobilità interregionale e compensi accessori bloccati.

A cura di Redazione Redazione
04 novembre 2026 21:30
"Per ricorso, non per concorso". Attilio Fratta su dirigenti scolastici, graduatorie e stipendi -
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Concorsi che si sovrappongono, graduatorie ancora aperte, ricorsi e posti che restano scoperti. Per fare il punto sul reclutamento dei dirigenti scolastici abbiamo intervistato Attilio Fratta, presidente di DirigentiScuola. Ecco i temi principali e le risposte più significative.

Concorsi e nuovo bando. Il ministro avrebbe detto di voler bandire un nuovo concorso, ma secondo Fratta senza una modifica delle procedure non ci sarebbe una graduatoria in tempo utile. La coda dell’ordinario conta circa 155 candidati, concentrati in Lombardia, Veneto e Piemonte, mentre in Puglia, Sicilia e Campania le graduatorie sono esaurite da due anni. Il riservato ne conta circa 1.500, e con la quota del 40% su una media di 300 posti l’anno servirebbero tredici o quattordici anni per smaltirlo. Sugli emendamenti in Parlamento il giudizio è severo, perché rispondono alla ricerca di consenso immediato.

La proposta. Per Fratta bisogna cambiare il regolamento, con una selezione iniziale, una formazione selettiva alla Scuola superiore della pubblica amministrazione e una vera carriera per i docenti. Come valvola di sfogo indica il ritorno degli incarichi di presidenza.

Mobilità e organici. Sull’apertura della mobilità interregionale al 100% dei posti la risposta è netta, «il 100% di zero fa zero», perché dove non ci sono sedi vacanti il rientro resta impossibile. Propone di estendere ai dirigenti l’assegnazione provvisoria e di aumentare l’organico, sceso da circa 18.000 a poco più di 7.300 dirigenti, tornando al principio di una scuola, un dirigente.

Retribuzioni. Il contratto integrativo 2024/2025 è fermo in attesa del parere dell’Ispettorato del Ministero dell’Economia. Gli arretrati ammonterebbero in media a oltre settemila euro a persona. Fratta valuta i decreti ingiuntivi e annuncia una mobilitazione che potrebbe arrivare allo sciopero della fame e della sete a oltranza, prospettiva discussa nella segreteria ma non ancora proclamata.

Nella parte finale il discorso si allarga alla scuola nel suo insieme, tra classi eterogenee, innovazione tecnologica e il bisogno di cambiare il sistema alla radice. Per ascoltare le sue argomentazioni per intero, e le molte cose che qui non trovano spazio, guarda l’intervista integrale.


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