Precariato, la Commissione UE avvia una procedura di infrazione nei confronti dello Stato italiano

Disattesa Direttiva CE del 1999 che vieta discriminazione verso il personale a tempo determinato. Anief fa partire class action gratuita

A cura di Redazione Redazione
28 febbraio 2026 10:07
Precariato, la Commissione UE avvia una procedura di infrazione nei confronti dello Stato italiano -
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La Commissione Europea ha avviato una procedura di infrazione nei confronti dello Stato italiano (INFR 2024-2277): la contestazione avviata dall’istituzione sovranazionale facente capo a Bruxelles riguarda il mancato adeguamento dell’ordinamento nazionale alla Direttiva 1999/70/CE, che vieta ogni discriminazione tra lavoratori a tempo determinato e lavoratori a tempo indeterminato e impone agli Stati membri di prevenire l’uso abusivo del lavoro a termine.

Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “la soluzione a questo vulnus sul surplus di precari della scuola in Italia esiste e si chiama doppio canale di reclutamento: in pratica, passati 36 mesi di contratti a termine, anche non continuativi, diventa obbligatorio per lo Stato stabilizzare il lavoratore. La risposta al problema è semplice: attraverso il doppio canale di reclutamento, infatti, da una parte si assumono i giovani laureati che vincono il concorso pubblico, dall’altra - conclude Pacifico - si stabilizzano i precari che da almeno tre anni, spesso molti di più, portano avanti la nostra scuola con le loro supplenze”.

Al centro del rilievo europeo vi è, ancora una volta, la persistente esclusione del personale scolastico precario dalla progressione stipendiale fondata sull’anzianità di servizio, riconosciuta invece al personale di ruolo: si tratta di unna disparità che continua a incidere su una platea stimata di circa 300 mila lavoratrici e lavoratori solo in Italia. Decorso inutilmente il termine assegnato al Governo italiano per conformarsi al diritto dell’Unione, il sindacato Anief ha deliberato l’avvio di una class action gratuita rivolta a tutto il personale a tempo determinato della scuola, finalizzata a ottenere:

- il riconoscimento integrale dell’anzianità di servizio maturata;

- l’estensione della progressione stipendiale anche ai rapporti a termine;

- il recupero delle differenze retributive non corrisposte;

- il risarcimento del pregiudizio derivante dall’abusiva reiterazione dei contratti a tempo determinato.

Il principio di non discriminazione non tollera che la natura temporanea del rapporto di lavoro si traduca in una compressione stabile dei diritti economici. Su questo terreno ANIEF proseguirà le iniziative di tutela, affinché il servizio prestato sia valorizzato in modo uniforme, indipendentemente dalla forma contrattuale.

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IL PRECARIATO IN ITALIA

Il sindacato Anief ricorda che In Italia gli insegnanti restano precari mediamente fino a 45 anni e risultano tra i più anziani d’Europa: oltre metà del corpo docente ha più di 50 anni, contro il 37% della media dell'area Ocse”. Di fatto, abbiamo un precario ogni quattro docenti: nel mentre, un recente “studio dell’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza sulla dispersione scolastica evidenzia come, nonostante i progressi, l’Italia mantenga uno dei tassi di abbandono scolastico più alti d'Europa, con il 13,1% nel 2022, contro una media Ue del 9,9%. La dispersione colpisce soprattutto i ragazzi, con picchi nelle regioni del Sud come Sicilia e Campania, e incide in modo ancora più significativo tra gli studenti stranieri”.

Inoltre, secondo il rapporto «Education at a Glance 2024», gli stipendi dei nostri insegnanti sono, a parità di potere d'acquisto, tra i più bassi d’Europa, nonostante l'aumento dell’ultimo rinnovo contrattuale. E le procedure di infrazione e pre-infrazione pendenti nei confronti dello Stato italiano’, aprono le porte per il risarcimento danni a favore di circa 400mila precari con più di tre anni di servizio: grazie all’azione vincente del sindacato Anief, ogni dipendente della scuola che si trova in questa situazione, quindi con oltre 36 mesi di servizio da supplenze alle spalle, ha la possibilità concreta di recuperare fino a 24 stipendi. Da un paio d’anni, infatti, il Governo italiano ha portato a 24 mensilità l’indennizzo rivolto ai precari della scuola con più di 3 anni di servizio su posto vacante: un atto inevitabile per rispondere alla procedura di infrazione attivata nei confronti dell’Italia.

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