Quando il silenzio è l'unica forma d'arte possibile
La morte improvvisa (e tragica) di uno studente ha prostrato l’intera comunità, lasciando la cittadinanza in un vuoto sordo e doloroso
Lo show non può andare avanti, sempre e comunque. Ci sono momenti in cui il ritmo incalzante della quotidianità scolastica deve fermarsi, e la morte di uno studente liceale in gita scolastica è uno di questi momenti, nei quali, cioè, ci si deve fermare.
A Monopoli (Ba), si sono tenuti oggi, 18 maggio, i funerali dello studente di 18 anni, deceduto a seguito di una caduta dal balcone durante la gita scolastica del quinto anno, a Lignano Sabbiadoro.
La morte improvvisa (e tragica) di uno studente ha prostrato l’intera comunità, lasciando la cittadinanza in un vuoto sordo e doloroso. Di fronte a una tragedia di questa portata, le parole spesso mancano, e quelle che restano devono saper rispettare il dolore.
Come educatrice, prima ancora che come dirigente scolastico, ho avvertito l'impellenza etica e umana di fermarmi a riflettere sulla fragilità dei nostri studenti. Ho pensato che «no», che lo show del quotidiano non poetesse andare avanti, come se nulla (di grave) fosse accaduto. Per questo motivo, ho ritenuto necessario chiedere formalmente la revoca (o, quanto meno, il rinvio) della Giornata dell'Arte 2026, prevista, a Monopoli (Ba), per il 25 maggio prossimo.
Le nostre comunità scolastiche e l’intera città di Monopoli sono state colpite da un lutto di una gravità incommensurabile. In questo momento di profondo dolore, che vede i nostri studenti e le loro famiglie coinvolti in una tragedia lacerante, ritengo che non sussistano le condizioni morali, né psicologiche per lo svolgimento di una manifestazione di carattere festoso.
La «Giornata dell'Arte» è, per sua natura, una celebrazione della vita, dell'espressività, della gioia e della socialità delle nostre ragazze e dei nostri ragazzi. Come possiamo, noi adulti (docenti, dirigenti, genitori), chiedere loro di fare festa, di colorare le piazze e le strade, quando, in queste stesse ore, nei loro occhi, ma anche nei nostri, c’è ancora l’ombra di una perdita così inaccettabile?
La scuola è prima di tutto una comunità di persone: il rispetto per la vita e per il dolore dei nostri ragazzi deve prevalere su ogni logica organizzativa. Ritengo che proseguire con l’organizzazione dell'evento sarebbe un atto di insensibilità, che non può appartenere alle istituzioni e alle realtà che collaborano con esse. Promuovere un evento festoso, in questo momento, non sarebbe un modo per "andare avanti", ma, al contrario, risulterebbe una comunicazione decontestualizzata e dolorosa, rivolta a una platea che ha solo bisogno di elaborare il lutto, di fermarsi a pensare, soprattutto, di interrogarsi sul come intercettare le difficoltà delle nostre studentesse e dei nostri studenti, essere loro di supporto, per evitare che tutto ciò si ripeta nuovamente. Sarebbe paradossale forzare una parvenza di normalità, mantenendo nella stessa data prevista prima della tragedia la «Giornata dell’Arte». Oggi, l'unica forma d'arte che questa scuola e questa cittadinanza possono e devono esercitare è quella del rispetto, della vicinanza, e del silenzio.
Pertanto, come Dirigente Scolastico dell’IITT "Vito Sante Longo" (di Monopoli), in pieno accordo con gli studenti dell’Istituto, ho chiesto (e rinnovo tale richiesta da questo blog nazionale) la revoca immediata della manifestazione, e il rinvio a data da destinarsi della GdA in programma.