Quelle carogne dei commissari di maturità

Lettera aperta contro i commissari 'severi': dovrebbero limitarsi a confermare le medie scolastiche. Peccato che l'esame esista apposta per poterle smentire.

10 luglio 2026 18:40
Quelle carogne dei commissari di maturità - La Voce della Scuola
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C'è una lettera aperta, in questi giorni, di un dirigente scolastico e di una sua docente, indirizzata ai presidenti e ai commissari della Maturità. Parla di "carnefici", di "teatro dell'assurdo", di "egocentrismi e vendette". Lo (stupefacente) succo è grossomodo questo: troppi ragazzi arrivano agli esami con medie alte e ne escono con voti finali che, secondo i due firmatari, non rendono giustizia al percorso di cinque anni. Qualcosa deve cambiare, concludono. Incontrando certamente il plauso generalizzato di tutti. Studenti, genitori e perfino di quelle carogne dei docenti. Perché nessuno ama vedere un ragazzo bravo massacrato da un colloquio storto o da un commissario particolarmente pignolo.

Il problema è che si tratta di un eccesso di astrazione, peraltro un po’ ruffiano. Quello che interessa davvero sarebbe capire cosa c’è sotto quell’astrazione.

La lettera dà per scontato un fatto che non è affatto scontato, ossia che la media di ammissione sia il dato vero, e il voto finale, quando se ne discosta verso il basso, l'anomalia da correggere. Viene scartata a priori l'ipotesi che il problema possa stare a monte, leggi nei crediti scolastici assegnati dagli stessi consigli di classe, in una valutazione interna che negli ultimi vent'anni si è fatta via via più generosa perché nessuno, in Italia, vuole essere il prof che ha rovinato la media di un ragazzo. Il fatto che ogni tanto, statisticamente, capiti il commissario che non chiude gli occhi, e quindi ci scappi il morto, simbolico, del voto basso, viene letto come una patologia del sistema. Il paradosso è che potrebbe essere, molto più banalmente, l'unico momento in cui il sistema funziona come dovrebbe.

Perché un esame, per essere un esame... (CONTINUA A LEGGERE)

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