Rapporto Invalsi, Anief preoccupata perché alla primaria i risultati di Italiano e Matematica

Risultano sotto ancora di 8-10 punti percentuali rispetto al 2019: tornare all'insegnamento modulare e anticipare l’obbligo scolastico a 3 anni

A cura di Redazione Redazione
17 luglio 2026 13:26
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È un rapporto Invalsi non confortante quello presentato oggi alla Camera dei Deputati: l'abbandono precoce crolla, visto che centinaia di migliaia di giovani hanno deciso di non lasciare i banchi, il Meridione si rialza, grazie soprattutto ad Agenda Sud, ma le Isole restano a fondo classifica e, soprattutto, la comprensione dell’Italiano non migliora come dovrebbe e il livello base in matematica non è raggiunto da un alunno della primaria su quattro.

“Il rapporto Invalsi non ci fa sconti, soprattutto tra gli alunni del primo ciclo visto che alla primaria i risultati di Italiano e Matematica risultano sotto ancora di 8-10 punti percentuali rispetto al 2019 – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief –: a questo punto diventa ancora più necessario tornare all'insegnamento modulare nella scuola primaria rispetto all'attuale maestro unico, quindi al modello precedente alla riforma Gelmini. Come occorre rivedere l'obbligo scolastico dai 3 ai 18 anni rispetto agli 11 anni tutelati oggi dalla Costituzione italiana”.

“Come sindacato – continua Pacifico – torniamo a chiedere un nuovo reclutamento del personale, con investimenti ad hoc, assieme alla creazione di asili nido specialmente al Sud, ricordando che oggi sono meno della metà rispetto a quelli attivati al Nord. Bisogna poi attribuire gli organici del personale in base alle effettive esigenze territoriali e non a un algoritmo che gestisce oltre la metà delle scuole del Meridione e delle due isole maggiori ormai senza più autonomia. Certo – conclude il presidente nazionale Anief - Agenda sud è stata un primo segnale di attenzione dello Stato, ma ora servono interventi radicali per non abbandonare una parte degli studenti del nostro Paese ed evitare anche l’emigrazione e la fuga dei ‘cervelli’”.

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