Riforma disabilità dal 2027, Trapanese: “Non mi convince

Non credo nel TFA, ho confermato la docente di sostegno di mia figlia ma non so neanche se sia specializzata”

A cura di Redazione Redazione
18 aprile 2026 22:31
Riforma disabilità dal 2027, Trapanese: “Non mi convince -
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“Questa riforma non mi convince perché esclude completamente la partecipazione della famiglia e dei genitori, i quali la subiscono anche nella redazione del PEI, il Piano Educativo Individualizzato. All'interno del GLO, il Gruppo di Lavoro Operativo, fondamentalmente ti trovi con un lavoro già fatto”: a dirlo è stato il politico e attivista per i diritti delle persone con disabilità Luca Trapanese, nel corso dell’ultima puntata di Scuola Talk, disponibile sul canale YouTube e sulla pagina Facebook de ‘La Tecnica della Scuola’, incentrata sulla riforma della disabilità al via da gennaio 2027, prevista dal decreto legislativo 62/2024.

Trapanese ha anche detto la sua sui miglioramenti che occorrono al sostegno a scuola: “Io non credo nel TFA, il Tirocinio Formativo Attivo, e noi genitori non vi facciamo affidamento. Se i nostri figli hanno delle capacità, queste possono essere valorizzate solo attraverso competenze specifiche. Non possiamo permettere che chi ha una laurea in giurisprudenza o architettura ottenga un TFA senza sapere nulla della differenza tra sindrome di Down, autismo o disturbi dell'apprendimento: è un tema vastissimo”.

“Non capisco - ha aggiunto - perché lo Stato non immagini un percorso di formazione reale che parta dall'università. Chi vuole fare l'insegnante di sostegno dovrebbe sceglierlo come vocazione. Io stesso ho confermato l'insegnante di mia figlia perché è una brava persona e si impegna, anche se non so nemmeno se sia specializzata”.

LA RIFORMA DELLA DISABILITÀ: LA GUIDA

Ma cosa cambia con la “riforma della disabilità” che prenderà il via dal 1° gennaio 2027 (già in sperimentazione)?  Il decreto legislativo n. 62, del 3 maggio 2024, convertito dalla legge 21 febbraio 2025, n. 15, riforma le modalità di accertamento della condizione di disabilità, affidandole in via esclusiva all’INPS su tutto il territorio nazionale.

Ecco quali sono le principali novità:

·         cambia la terminologia relativa alla disabilità, modificando la legge 104/92. Ad esempio, scompare la parola “handicap” dalle definizioni ufficiali;

·         si parla di sostegno, lieve o medio, intensivo, elevato o molto elevato;

·         viene introdotto il Certificato medico introduttivo che costituisce il presupposto per l’avvio del procedimento valutativo di base la trasmissione telematica all’INPS;

·         è prevista la partecipazione all’Unità di Valutazione Multidimensionale (UVM): i docenti diventano componenti obbligatori.

PEI DIGITALE: UN’ALTRA NOVITÀ

Oltre a queste novità, ne sta facendo capolino anche un'altra, ossia il Piano Educativo Individualizzato in formato digitale: a parlarne, lo scorso mese di gennaio, è stata la stessa sottosegretaria all'Istruzione e al Merito Paola Frassinetti, ai microfoni de ‘La Tecnica della Scuola, annunciando di “avere in cantiere il nuovo PEI con una nuova informatizzazione”.

Di PEI digitale parlava già il Dl 182/2020; in questi anni le scuole hanno già provato ad adeguarsi e il MIM  ha organizzato vari webinar regionali di formazione del personale sulla compilazione del PEI digitale dal mese di settembre 2025.

Domenico Ciociano, della direzione nazionale Gilda degli Insegnanti, ha espresso perplessità: ai microfoni de ‘La Tecnica della Scuola’ ha detto che il suo sindacato teme “un aggravio di lavoro per i docenti”, paradossalmente dovuto proprio “all'informatizzazione: speriamo  - ha poi puntualizzato - che vengano previsti investimenti idonei per supportare questa nuova tecnologia”.

L’APPROFONDIMENTO

I contenuti dell’approfondimento sulla riforma della disabilità sono presenti sul sito TecnicadellaScuola.it.

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