Salviamo gli istituti alberghieri

Il contributo di Caterina Zocco

22 agosto 2026 16:50
Salviamo gli istituti alberghieri - la voce della scuola
la voce della scuola
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Prosegue il confronto promosso da La Voce della Scuola con l’iniziativa “Salviamo gli istituti alberghieri”, nata per raccogliere riflessioni, criticità e proposte sul futuro di un settore dell’istruzione che svolge un ruolo strategico nella formazione delle professionalità legate all’ospitalità, alla ristorazione e al turismo.

Pubblichiamo il contributo di una nostra lettrice, Caterina Zocco, che propone una profonda revisione dell’organizzazione degli istituti alberghieri: scuole con una propria identità, una dirigenza dotata di competenze specifiche nel settore turistico-alberghiero, obiettivi formativi e quadri orari definiti a livello nazionale e una maggiore centralità delle attività laboratoriali. La proposta arriva fino alla trasformazione degli istituti in veri e propri “hotel didattici”, capaci di organizzare attività ed eventi anche nelle fasce pomeridiane e serali, all’interno di un quadro contrattuale nazionale che riconosca e remuneri l’impegno di studenti e docenti, prevenendo qualsiasi forma di sfruttamento.

L’iniziativa di La Voce della Scuola – “Salviamo gli istituti alberghieri” è disponibile qui:
https://www.vocedellascuola.it/salviamo-gli-istituti-alberghieri

Il contributo di Caterina Zocco

Gli istituti alberghieri non dovrebbero essere accorpati con scuole che comprendono altri indirizzi. I dirigenti scolastici dovrebbero possedere una formazione specifica nel settore turistico e alberghiero e dovrebbero essere individuati, a livello nazionale, obiettivi comuni da raggiungere, uguali per tutti gli istituti.

L’autonomia scolastica, per quanto riguarda l’organizzazione dell’offerta formativa degli alberghieri, andrebbe superata a favore di un quadro orario nazionale uniforme, che garantisca lo stesso numero di ore di laboratorio nei diversi indirizzi.

Nel biennio sarebbe inoltre opportuno rivedere la presenza di quelle discipline alle quali viene assegnata una sola ora settimanale, come geografia, fisica, scienze naturali e chimica, destinando maggiore spazio alle materie caratterizzanti e alle attività laboratoriali.

Anche l'insegnamento delle lingue straniere dovrebbe essere ripensato, equiparando il monte ore della seconda lingua straniera a quello della prima.

Un altro aspetto riguarda il riconoscimento professionale dei docenti ITP di ruolo, che dovrebbero essere remunerati al pari degli altri docenti, riconoscendo pienamente il valore della loro funzione nella formazione tecnico-pratica degli studenti.

Infine, gli istituti alberghieri dovrebbero essere strutturati come dei veri e propri hotel didattici, prevedendo attività anche nelle fasce pomeridiane e serali e offrendo la possibilità di organizzare eventi e servizi a pagamento.

Le risorse generate da queste attività potrebbero consentire di riconoscere economicamente il lavoro svolto sia dagli studenti sia dai docenti coinvolti.

Per rendere possibile un modello di questo tipo sarebbe necessario predisporre uno specifico contratto nazionale per gli istituti alberghieri, nel quale siano stabiliti con precisione orari, compensi, tutele, modalità di partecipazione e responsabilità.

Regole chiare e uguali su tutto il territorio nazionale sarebbero indispensabili per evitare qualsiasi forma di sfruttamento e, allo stesso tempo, per motivare i ragazzi a partecipare alle attività, offrendo loro un’esperienza professionale concreta e adeguatamente riconosciuta.

Caterina Zocco
Contributo di una lettrice all’iniziativa “Salviamo gli istituti alberghieri” promossa da La Voce della Scuola.

Partecipa anche tu

La Voce della Scuola vuole trasformare il confronto in partecipazione. Docenti, studenti, famiglie, dirigenti e operatori del settore possono contribuire indicando criticità, priorità e proposte per il futuro degli istituti alberghieri.

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https://www.vocedellascuola.it/la-tua-voce-puo-diventare-una-proposta

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