Scuola, basta guerre: servono posti stabili e regole chiare

Doppio canale, GPSR e più cattedre di diritto: la proposta per superare il precariato e tutelare la qualità.

10 ottobre 2026 17:27
Scuola, basta guerre: servono posti stabili e regole chiare -
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Il reclutamento scolastico continua a essere terreno di scontro tra categorie, mentre il vero nodo resta sullo sfondo: senza posti disponibili, nessuna graduatoria può trasformarsi in assunzione. Per uscire dal precariato cronico occorrono regole lineari, strumenti inclusivi e una scelta strutturale sull’organico.

La scuola rappresenta un’eccezione nel pubblico impiego. Nelle altre amministrazioni, di norma, una graduatoria esaurisce la propria funzione con il concorso per cui è stata formata. Nel sistema scolastico, invece, può continuare a produrre effetti per anni e consentire l’assunzione anche agli idonei. Proprio questa peculiarità dovrebbe spingere a superare la competizione permanente sul “chi viene prima” e a concentrare il confronto sulle soluzioni.

Doppio canale e GPSR contro il precariato

Una possibile via d’uscita passa dal doppio canale di reclutamento, capace di far dialogare concorsi e graduatorie, insieme alle GPSR per la stabilizzazione di chi lavora da anni nella scuola. È un impianto semplice, ma il dibattito viene spesso frenato dalle rivendicazioni contrapposte. Così l’attenzione si sposta dalle cattedre da coprire alle precedenze da difendere.

Competenze, attitudini e tutela della salute

Insegnare non significa soltanto conoscere una disciplina. Chi entra in classe lavora con persone, accompagna percorsi di crescita e contribuisce alla formazione dei cittadini. Per questo, accanto alla preparazione, contano equilibrio, capacità relazionale, gestione dello stress e maturità comunicativa. In questa prospettiva, test psico-attitudinali adeguatamente regolati potrebbero essere considerati strumenti di tutela per studenti, famiglie, colleghi e istituzione scolastica.

Anche i controlli periodici di salute andrebbero letti in una logica di prevenzione e non di penalizzazione: un diritto per il docente, che merita cura e protezione, e una responsabilità connessa alla qualità del servizio educativo. Ogni eventuale misura, tuttavia, dovrebbe rispettare dignità, riservatezza e criteri non discriminatori.

Il nodo decisivo: trasformare i posti

Il riconoscimento degli idonei e gli elenchi regionali a doppio canale hanno restituito prospettive a molti precari, ma il risultato rischia di essere indebolito dalla frammentazione delle richieste. Il problema centrale non è stabilire quale categoria debba precedere le altre: è aumentare i posti disponibili. Finché l’organico di diritto resterà invariato, le graduatorie continueranno a contendersi un numero insufficiente di cattedre.

La riforma più incisiva sarebbe quindi la trasformazione dei posti di fatto, spesso autorizzati in deroga, in posti di diritto. Significherebbe offrire stabilità agli idonei, garantire continuità didattica agli studenti e ridurre il ricorso annuale alle supplenze. Doppio canale e GPSR possono funzionare, ma soltanto se accompagnati da un organico capace di rispondere ai bisogni reali della scuola. Il resto è rumore: la priorità è costruire un sistema stabile, trasparente e orientato alla qualità.

Daniela Nicolò

portavoce Community Uniti per INDIRE

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