Scuola, bucalo FdI “anche a Messina i fatti e i numeri raccontano il lavoro svolto dal governo e dal ministero”

Il risultato di Messina si inserisce in un quadro nazionale nel quale il Governo e il Ministero hanno impresso una forte accelerazione alle procedure di reclutamento

A cura di Redazione Redazione
09 settembre 2026 11:07
Scuola, bucalo FdI “anche a Messina i fatti e i numeri raccontano il lavoro svolto dal governo e dal ministero” -
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“In questi giorni è stata proposta una lettura dell'avvio dell'anno scolastico nella provincia di Messina che merita una puntualizzazione, soprattutto perché il confronto sulla scuola deve partire dai dati e dalla realtà dei fatti. È legittimo chiedere sempre di più per la scuola, per gli studenti e per tutto il personale che vi lavora. Ma è altrettanto doveroso riconoscere ciò che è stato concretamente realizzato. E i numeri raccontano un quadro molto preciso: questo Governo ha affrontato con determinazione il tema del reclutamento, della stabilizzazione del personale e della valorizzazione economica della scuola, intervenendo su fronti che per anni hanno conosciuto ritardi e difficoltà. A Messina è stato compiuto un lavoro amministrativo di grande rilievo. Il dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale  Leon Zingales ha fornito dati estremamente chiari sull'attività svolta. Al 31 agosto sono stati completati 1.296 movimenti tra assegnazioni provvisorie e utilizzazioni, ai quali si sono aggiunte 1.791 nomine da GPS, per un totale di 3.087 operazioni concluse. Un volume di lavoro straordinario, concentrato in poche settimane, che ha consentito di raggiungere l'obiettivo fondamentale: tutti i docenti in classe dal primo giorno di scuola. Non è un risultato scontato. Significa che una macchina amministrativa complessa ha lavorato senza sosta per completare migliaia di procedure entro i termini, garantendo alle scuole la possibilità di iniziare regolarmente le attività didattiche.

Il risultato di Messina si inserisce in un quadro nazionale nel quale il Governo e il Ministero hanno impresso una forte accelerazione alle procedure di reclutamento. Per l'anno scolastico 2026/2027 sono state effettuate entro il 31 agosto 37.430 immissioni in ruolo di docenti. Alla stessa data dell'anno precedente erano state effettuate 29.685 immissioni in ruolo. La differenza è di 7.745 docenti in più, pari a un incremento di circa il 26%. Si tratta di un dato che merita di essere evidenziato perché dimostra concretamente l'intensificazione delle procedure di stabilizzazione. Ma non è l'unico elemento. Il Ministero ha completato per il secondo anno consecutivo le principali operazioni di immissione in ruolo prima dell'inizio dell'anno scolastico, consentendo al personale interessato di prendere servizio dal 1° settembre. Sono inoltre stati immessi in ruolo 342 dirigenti scolastici, mentre sono in fase di conclusione le procedure per 12.284 unità di personale ATA. Sono numeri che testimoniano un evidente cambio di passo nell'organizzazione del reclutamento. L'azione del Governo non si è limitata ad aumentare il numero delle assunzioni. Per il 2026 sono stati utilizzati anche gli elenchi regionali, istituiti per la prima volta attraverso una specifica disposizione normativa, contribuendo al raggiungimento del numero complessivo di immissioni in ruolo. Questo dimostra che si è intervenuti anche sugli strumenti attraverso i quali il sistema scolastico procede al reclutamento. Il risultato complessivo è quindi il frutto di una precisa scelta: accelerare le procedure, aumentare le immissioni in ruolo e fare in modo che il personale sia presente nelle scuole fin dall'inizio dell'anno scolastico. Il lavoro naturalmente continua. Ma non è possibile sostenere che non sia stato fatto nulla. I numeri dimostrano esattamente il contrario. Ancora più significativo è ciò che è avvenuto sul piano della valorizzazione economica del personale. Durante questa legislatura sono stati sottoscritti tre contratti del comparto Scuola, con un incremento retributivo mensile complessivo indicato in 412 euro medi per i docenti e 304 euro medi per il personale ATA. È un risultato di particolare rilievo, perché significa che la valorizzazione economica del personale scolastico non è rimasta sul terreno degli annunci. È stata tradotta in rinnovi contrattuali effettivamente sottoscritti. Il Ministero ha inoltre destinato risorse aggiuntive per il personale scolastico, tra cui 300 milioni di euro per il contratto 2019-2021 e 240 milioni per il contratto 2022-2024, oltre alle risorse assicurate dalle leggi di bilancio. Questo è il dato che deve essere ricordato quando si parla della condizione economica del personale della scuola. Il CCNL sui principali aspetti del trattamento economico del personale del comparto Istruzione e Ricerca 2025-2027 è stato sottoscritto il 1° luglio 2026 ed è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 161 del 14 luglio 2026. Il nuovo contratto prevede ulteriori incrementi medi pari a 143 euro mensili per il personale docente e 107 euro mensili per il personale ATA. Sono inoltre previsti arretrati medi pari a 855 euro per i docenti e 633 euro per il personale ATA.

Quindi anche sul piano economico il quadro è concreto: il contratto è stato sottoscritto, è stato pubblicato e gli incrementi e gli arretrati sono stati previsti e messi in attuazione secondo le procedure contrattuali e amministrative. Non siamo davanti a una promessa. Siamo davanti a un contratto nazionale sottoscritto e vigente. È proprio questo l'elemento che non può essere cancellato dal dibattito. Per anni il personale della scuola ha dovuto fare i conti con rinnovi contrattuali caratterizzati da tempi lunghi e ritardi. In questa legislatura, invece, sono stati portati a conclusione tre contratti del comparto Scuola, accompagnati da risorse economiche e da incrementi retributivi concreti. Non è necessario ricorrere a slogan. Bastano i numeri. Il lavoro non è finito e proprio per questo deve continuare. Ma il lavoro fatto va riconosciuto. In questi quattro anni, nonostante le difficoltà ereditate e la complessità delle sfide che il sistema scolastico ha dovuto affrontare, sono stati compiuti passi enormi. Il lavoro sul reclutamento, sulle immissioni in ruolo, sulla stabilizzazione, sui rinnovi contrattuali e sulla valorizzazione economica del personale dimostra che è stata intrapresa una strada concreta. Ed è proprio per questo che continuerò a mettere a disposizione il mio impegno, la mia esperienza e la mia presenza, con un unico obiettivo: lavorare perché la scuola venga sempre più tutelata, valorizzata e messa nelle condizioni di svolgere pienamente la sua fondamentale funzione educativa e sociale. La scuola merita serietà, rispetto e soprattutto fatti”. Lo dichiara la Senatrice di Fratelli d’Italia Ella Bucalo, membro della Commissione cultura e istruzione del Senato e viceresponsabile del Dipartimento Istruzione del partito.

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