SCUOLA – Due docenti e Ata su tre hanno oltre 50 anni e andranno in pensione alle soglie dei 70
Per Anief è giunta l’ora di riscattare la laurea a costi agevolati, inseriamo la proposta presentata in Senato in un decreto legge a settembre
L’estate è tempo di riposo e anche di resoconti. Tantissimi insegnanti e Ata della scuola si stanno rendendo conto che la pensione si sta allontanando sempre più, a breve serviranno 67 anni e mezzo o oltre 43 anni di contributi riconoscibili. Quest’ultimo traguardo per molti sarebbe raggiungibile se solo si desse loro la possibilità di riscattare la laurea a costi agevolati: quattro o cinque anni di studi universitari permetterebbero di superare la soglia di circa 43 anni, per tutte le donne uno in meno, e uscire dal lavoro in anticipo senza decurtazione alcuna sull’assegno di quiescenza. Il sindacato Anief si sta battendo da tempo perché questa ipotesi diventi realtà.
“Dopo la raccolta di 150 mila firme presentata in Parlamento, l’Atto del Senato 1413 presentato oltre un anno fa, ha ottenuto la copertura finanziaria”, spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief. Per il leader del giovane sindacato “i tempi sono ormai maturi per inserire la proposta in un decreto legge già nel prossimo mese di settembre. Ed è una richiesta sacrosanta, non certo una concessione. Senza dimenticare che il pensionamento anticipato del personale produrrebbe un sicuro svecchiamento e importante ricambio generazionale, obiettivo importante considerando che ormai oltre due docenti e Ata su tre sono ultra cinquantenni”.
“È bene che il Governo – continua il sindacalista - riconosca il nostro lavoro e ci permetta di andare in pensione prima, dopo anni di sfruttamento da precari, con l’abuso dei contratti a termine riconosciuto anche dal Tribunale di Lussemburgo, con stipendi poveri, lontani dall’inflazione malgrado i tre contratti di lavoro firmati in poco più di tre anni, ricordando che docenti e Ata sono sempre i meno pagati della pubblica amministrazione, anche con liquidazioni taroccate e con ritardi importanti di assegnazione del TFR anche rispetto ai lavoratori privati”, conclude Pacifico.