Scuola, edilizia scolastica, Gilda: criticità conseguenza del dimensionamento
Il caso dell’Istituto “G. Cesare – D. Romanazzi” di Bari riaccende i riflettori sulle gravi criticità strutturali e organizzative che da anni affliggono il sistema scolastico italiano
Il caso dell’Istituto “G. Cesare – D. Romanazzi” di Bari riaccende i riflettori sulle gravi criticità strutturali e organizzative che da anni affliggono il sistema scolastico italiano.
L’ispezione da parte dello Spesal (Servizio Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro) ha rilevato condizioni tali da rendere necessarie misure drastiche come l’introduzione di doppi turni.
“Decisioni assunte – dichiara la Gilda degli Insegnanti di Bari - senza un’adeguata e preventiva informazione del personale scolastico, della RSU e dei rappresentanti dei genitori attraverso la dovuta convocazione dei rispettivi organi collegiali”.
La scelta di articolare l’attività didattica su fasce mattutine e pomeridiane è emersa come l’unica alternativa al trasferimento nella sede periferica di Enziteto, ritenuta inadeguata.
Oltre ad una serie di criticità che stanno incidendo in modo significativo sulla qualità della vita scolastica, vengono segnalate instabilità dell’orario e mancanza di offerta formativa, a discapito di una efficace programmazione didattica.
Non mancano le difficoltà nella gestione delle attività extrascolastiche pomeridiane, così come i disagi per gli studenti pendolari, penalizzati da problematiche legate ai servizi di trasporto. Particolarmente preoccupante, secondo le famiglie, è l’impatto sugli alunni con disabilità, costretti a modificare routine consolidate e attività riabilitative pomeridiane, con ricadute sul loro benessere e percorso educativo.
“Siamo molto preoccupati – dichiarano dalla Gilda di Bari – per l’efficacia del servizio scolastico, per i tempi di ripristino delle condizioni di sicurezza e funzionalità che, come sostenuto anche dall’Unione degli studenti di Bari e Puglia, crea non solo un disagio ma una vera negazione del diritto allo studio”.
La Gilda degli Insegnanti sottolinea con forza come molte delle criticità attuali siano diretta conseguenza del dimensionamento scolastico, che ha prodotto sovraffollamento, riduzione degli spazi, disservizi organizzativi e un aumento dei rischi per la sicurezza. Una scelta miope che continua a penalizzare studenti, famiglie e personale.
“La tutela della salute e della qualità dell’istruzione non può essere affidata a soluzioni tampone. Servono investimenti strutturali, una programmazione seria e responsabilità istituzionale. La scuola non può restare ostaggio di decisioni che sacrificano sicurezza, inclusione e diritto allo studio. Fare scuola significa costruire futuro, su basi solide”.
Lo diffonde in una nota la Gilda degli Insegnanti