Scuola, Fracassi (FLC CGIL): Risoluzione contro islamizzazione è propaganda alla ricerca di un nemico immaginario
Così commenta Gianna Fracassi, segretaria generale FLC CGIL
“La risoluzione sulla presunta ‘islamizzazione’ delle aule, approvata oggi dalla VII Commissione della Camera, non risponde a nessun problema reale della scuola italiana. Risponde, piuttosto, a un’esigenza di propaganda politica, costruendo un allarme che nessun dato, nessun rapporto ministeriale, nessuna rilevazione ha mai documentato”. Così commenta Gianna Fracassi, segretaria generale FLC CGIL, il voto in Commissione Cultura, Scienza e Istruzione.
“Nelle scuole italiane – continua Fracassi – studiano oltre un milione di alunne e alunni con background migratorio, la cui stragrande maggioranza è nata in Italia. Sono studentesse e studenti italiani a tutti gli effetti, tranne che per la legge sulla cittadinanza. Trasformarli nel bersaglio di una campagna ideologica significa fare esattamente il contrario di ciò che la scuola pubblica deve fare: includere, non separare”.
“Inoltre – sottolinea la dirigente sindacale – è particolarmente grave il riferimento al ‘divieto di indottrinamento’ e alla ‘propaganda ideologica’ dei docenti. Dietro queste formule si nasconde un attacco diretto all’articolo 33 della Costituzione e all’autonomia scolastica. Chi stabilisce che cosa è ‘ideologia’? Un deputato su Facebook? Il rischio concreto è l’apertura di una stagione di sorveglianza e di delazione contro le lavoratrici e i lavoratori della scuola, che già oggi operano in condizioni difficilissime e sotto pressione costante. La scuola non ha bisogno di commissari politici”.
“Le emergenze effettive del sistema di istruzione, come denuncia quotidianamente la FLC CGIL, sono il precariato che riguarda oltre 250. 000 lavoratrici e lavoratori, le classi sovraffollate, la dispersione scolastica implicita ed esplicita, l’edilizia insicura, i salari fermi da anni e un contratto che attende il rinnovo”.
“Su nessuno di questi punti si è prodotto un solo atto di indirizzo con la stessa urgenza. Si preferisce discutere di veli e di moschee immaginarie mentre le scuole cadono a pezzi. Noi continueremo a difendere la scuola della Costituzione: pubblica, laica, plurale e aperta a tutte e tutti. E lo faremo in ogni sede”. Conclude Fracassi.