Scuola in Puglia

Scuola, i sindacati chiedono lo stop agli accorpamenti

Dimensionamento scolastico, chiesta una moratoria di un anno. Allarme per gli istituti di Foggia, Trani e Bitonto

A cura di Redazione Redazione
29 ottobre 2026 09:08
Scuola, i sindacati chiedono lo stop agli accorpamenti -
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BARI – Stop al dimensionamento scolastico in Puglia per l'anno 2027/2028 e rinvio di ogni intervento di riorganizzazione al 2028/2029. È la richiesta avanzata unitariamente dalle organizzazioni sindacali della scuola e della dirigenza scolastica pugliese, che sollecitano la Regione a concedere una moratoria di un anno per consentire una programmazione più attenta e condivisa della rete scolastica.

La posizione è contenuta in un comunicato congiunto diffuso il 28 ottobre dalle segreterie regionali di Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals Confsal, Gilda Unams, Anief, Anp e Dirigenti Scuola. Le sigle esprimono forte preoccupazione per un percorso decisionale che, a loro giudizio, presenta tempi eccessivamente ristretti, carenza di concertazione e insufficiente coinvolgimento delle comunità scolastiche e degli enti locali.

Al centro delle contestazioni ci sono soprattutto le conseguenze degli accorpamenti e degli scorpori degli istituti. Secondo i sindacati, le operazioni previste rischiano di compromettere la continuità didattica e amministrativa, incidendo negativamente anche sulla gestione dei finanziamenti europei, sugli organici del personale e sulle graduatorie interne.

Particolarmente delicata la situazione di Foggia e Trani, dove le ipotesi di riorganizzazione porterebbero alla costituzione di istituti scolastici sovradimensionati. Nel capoluogo dauno si arriverebbe a superare i 1.410 alunni, mentre a Trani si raggiungerebbero oltre 1.370 studenti. Numeri superiori alla soglia di 1.200 alunni indicata dalla Regione, che alimentano i timori delle organizzazioni sindacali sulla sostenibilità organizzativa e gestionale delle nuove strutture.

Nel documento viene inoltre segnalato il mancato rispetto delle scadenze previste da parte di alcuni enti locali, con un riferimento particolarmente critico al Comune di Bitonto.

Per la provincia di Foggia, le organizzazioni sindacali avanzano una richiesta specifica: mantenere l'assetto scolastico attualmente in vigore nell'anno 2026/2027. L'obiettivo è evitare che l'eventuale rinvio del dimensionamento finisca per consolidare le modifiche introdotte dalla delibera regionale numero 974 del luglio 2026.

La questione si inserisce in un quadro demografico complesso. Secondo i dati richiamati dalle sigle sindacali, la Puglia registra una diminuzione della popolazione scolastica stimata in oltre 12mila studenti ogni anno. Un fenomeno che impone una riflessione sul futuro della rete scolastica regionale, ma che, secondo i rappresentanti dei lavoratori, non può essere affrontato esclusivamente attraverso fusioni, accorpamenti e chiusure.

La proposta dei sindacati punta invece su maggiori investimenti nell'istruzione, ampliamento del tempo scuola, potenziamento del sistema educativo per la fascia da zero a sei anni e riduzione del numero di alunni per classe. Interventi considerati necessari per rafforzare la qualità dell'offerta formativa e rispondere alle esigenze dei territori.

Da qui la richiesta di aprire un tavolo di confronto con la Regione Puglia per programmare il dimensionamento relativo all'anno scolastico 2028/2029, definendo criteri condivisi già a partire dalla primavera del 2027.

Il messaggio delle organizzazioni sindacali è quello di privilegiare stabilità, programmazione e partecipazione rispetto a interventi ritenuti affrettati. Una riorganizzazione della rete scolastica, sostengono, deve garantire il funzionamento degli istituti e tutelare il diritto allo studio, evitando che le esigenze di razionalizzazione amministrativa si traducano in un peggioramento della qualità del servizio educativo.

La richiesta di moratoria passa ora alla Regione Puglia, chiamata dai sindacati ad avviare un confronto sul futuro dell'organizzazione scolastica e sulle ricadute delle scelte previste per i diversi territori.

Fonte: comunicato stampa unitario delle segreterie regionali della Puglia, 28 ottobre 2026.

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