Scuola, iscrizioni 2026. FLC CGIL: Valditara si vanta dei quadriennali, ma i dati parlano di squilibri tra i territori
È quanto si legge in una nota della Federazione Lavoratori della Conoscenza CGIL
“Sono stati finalmente pubblicati i dati sulle iscrizioni alle scuole di ogni grado di istruzione. Mentre viene sottovalutata l’importanza di tempo pieno alla primaria e tempo prolungato alla secondaria di I grado, tutta l’attenzione si concentra su percorsi di quattro anni al II grado”. È quanto si legge in una nota della Federazione Lavoratori della Conoscenza CGIL.
“Permangono – continua la nota - i consueti squilibri territoriali nell’offerta di tempo scuola tra Nord e Sud del Paese e tra licei, stabili a circa il 56% e professionali che si mantengono a poco più del 13%. Gli istituti tecnici consolidano il loro 30%, ormai fisso da circa quindici anni. L’attenzione del comunicato ministeriale si concentra però sui numeri del percorso più breve e più povero della secondaria, il quadriennale. I numeri del tecnologico–professionale sono, come ogni anno, paragonati a loro stessi, cioè considerati come implementazione delle iscrizioni dell’anno precedente. Considerando anche che in alcune situazioni hanno raggiunto 2 soli iscritti per il percorso autorizzato, siamo ben lontani da un interesse crescente di studenti e famiglie”.
Per la FLC CGIL: “La portata dello sforzo e delle pressioni ministeriali ha raggiunto quest’anno 10.532 iscritti sul totale di alunni di prima pari a circa 560 mila ( 562.733 - dati MIM 2024), sebbene si tratti di una stima, considerato che il Ministero da più di un anno non pubblica i dati ufficiali, ormai secretati. Se i 700 percorsi indicati nel comunicato del MIM fossero stati realmente apprezzati da famiglie, studentesse e studenti, calcolando il numero minimo di 25 alunni previsto dalla normativa, le iscrizioni avrebbero dovuto essere non meno di 17.500. Pur di salvare un percorso quadriennale e riuscire a formare le classi della filiera (anche di 6 alunni!), si imporrà, per il terzo anno consecutivo, il ricorso alle deroghe nella formazione delle classi”.
“Appare illogico e strumentale da parte del Ministro Valditara non preoccuparsi di aumentare complessivamente l’offerta formativa della scuola pubblica e vantarsi che proprio al Sud si incrementano percorsi più brevi, che, malgrado l’ampio spiegamento di forze ministeriali e la copertura di una riforma del PNRR, riguardano l’1/2% degli interessati. È proprio il caso di dire: la montagna ha partorito il topolino! Sarebbe ben altra l’attenzione che merita la scuola!” Conclude la nota.