Scuola, Manzi (Pd): «Tagliati altri 7mila posti in aula»
Manzi denuncia quasi 7mila posti in meno tra docenti e Ata nella manovra. Il Pd annuncia emendamenti contro i tagli e difende la scuola.
“Il governo Meloni torna a colpire la scuola. Il disegno di legge di bilancio prevede, a decorrere dal prossimo anno scolastico, un’ulteriore riduzione di 4.925 posti dell’organico dell’autonomia e di 2.049 posti del personale amministrativo, tecnico e ausiliario. Quasi 7mila posti in meno, che si sommano a quelli già cancellati con la legge di bilancio 2025: in due manovre la destra ha sottratto alla scuola quasi 15mila posti.
Due anni fa il ministero ci rassicurava parlando di una ‘misura transitoria’. Oggi scopriamo che il transitorio è diventato strutturale e che il taglio raddoppia. È la conferma di quanto denunciamo da tempo: per questo governo la scuola non è un investimento, ma un bancomat da cui prelevare a ogni legge di bilancio.
A pagare saranno studenti e famiglie. Meno docenti dell’organico dell’autonomia significa meno recupero degli apprendimenti, meno contrasto alla dispersione, meno inclusione. Meno personale Ata significa scuole meno sicure e segreterie al collasso. E tutto questo dopo che l’organico è stato ridotto da triennale ad annuale e le scuole sono state obbligate a coprire le assenze brevi con i docenti del potenziamento.
Il calo demografico poteva essere l’occasione per ridurre il numero di alunni per classe e rafforzare la qualità della didattica. Il governo lo usa invece come alibi per fare cassa, con tagli lineari che riportano la scuola alla stagione Tremonti-Gelmini.
Presenteremo emendamenti per cancellare questa norma e per costruire un modello di scuola alternativo a quello del Governo. Daremo battaglia in Parlamento e nel Paese, insieme a chi la scuola la vive ogni giorno.”
Irene Manzi-responsabile nazionale scuola del Partito democratico.