Scuola: Manzi (Pd), "Valditara pensi ai tagli fatti  invece della polemica politica

Destra usa scuola come terreno di scontro identitario

A cura di Redazione Redazione
03 agosto 2026 12:34
Scuola: Manzi (Pd), "Valditara pensi ai tagli fatti  invece della polemica politica - Manzi -PD
Manzi -PD
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"Il ministro Valditara aprendo una polemica con la segretaria del Pd Schlein, sceglie ancora una volta la propaganda social e la polemica pretestuosa sul passato, evitando accuratamente di parlare di quello che il suo governo sta facendo oggi alla scuola.

Sul dimensionamento, il ministro prova a scaricare sui governi precedenti, ma i fatti dicono altro. I criteri non condivisi con cui è stato attuato il dimensionamento non sono stati imposti dall'Europa: sono stati definiti dal governo Meloni, a partire dalla legge di bilancio 2023: migliaia di istituzioni scolastiche soppresse

e posti persi tra dirigenti scolastici e Dsga, e da gennaio 2026 il commissariamento di quattro Regioni, Toscana, Emilia-Romagna, Umbria e Sardegna, colpevoli solo di non essersi piegate ai piani imposti da Roma. Questo governo nasconde dietro il calo demografico una logica ragionieristica inaccettabile, una vera e propria macelleria sociale che ha colpito drammaticamente territori e comunità scolastiche.

Se poi vogliamo parlare di visione sul futuro della scuola, basta ascoltare il ministro Giorgetti, che davanti al Parlamento ha già indicato la strada: il calo degli studenti legato alla denatalità, ha detto, impone un 'ripensamento' di strutture, personale e spesa per l'istruzione. Tradotto: altri tagli in arrivo. Anziché cogliere la sfida demografica come l'occasione storica per abbassare finalmente il numero di alunni per classe, sperimentare forme di didattica differenti, intervenire sul tempo scuola e valorizzare i docenti con stipendi più alti, questo governo vede nella denatalità solo un pretesto contabile per continuare a ridurre organici e risorse.

Se vogliamo parlare di investimenti, ricordiamo anche le 5660 cattedre tagliate e i  2174 posti in meno di personale  Ata e i 600 milioni di euro in meno nel triennio, con un pesante disinvestimento pure sull'edilizia scolastica. Un taglio che colpisce, peraltro anche gli insegnanti di lingua italiana per gli studenti stranieri: quegli stessi docenti di cui Valditara ama parlare nei suoi video, ma che ha dimenticato di tutelare dal taglio degli organici di potenziamento.

Questo è un governo che sulla scuola ha scelto sistematicamente misure contro gli studenti: dalla riforma del voto in condotta, al cambio della valutazione nella scuola primaria, dalla revisione delle linee guida fino alla modifica dell'esame di maturità pensata sull’onda dei fatti di cronaca. Tutte misure a costo zero fatte contro e non con la comunità scolastica.

E il ministro che parla di educazione al rispetto e’ lo stesso che ha introdotto il consenso preventivo nelle scuole secondarie e il divieto di percorsi di educazione sessuo affettiva nelle scuole dell’infanzia e primaria, che riduce drasticamente la possibilità di affrontare seriamente questi temi in classe, piegandosi alla delirante teoria gender agitata dalla destra come clava identitaria.

La verità è che questo governo, tra i tagli annunciati da Giorgetti e la propaganda quotidiana di Valditara, ha trasformato la scuola in una voce di bilancio da tagliare e in un terreno di scontro identitario, invece che nel luogo della crescita, dell'inclusione e delle opportunità per tutte e tutti. Anziché concentrarsi solo nella polemica politica al governo chiediamo meno tagli, e più investimenti veri, fatti a fianco della scuola e non contro di essa." Lo dichiara Irene Manzi, responsabile Istruzione del Partito Democratico

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