Scuola: PD, "Corte UE condanna Italia su precari ATA, gestione governo irresponsabile"
Per anni, decine di migliaia di lavoratrici e lavoratori ATA sono stati assunti con contratti brevissimi, rinnovati senza limiti, senza tutele, senza alcuna procedura selettiva degna di questo nome
La Corte di Giustizia dell'Unione Europea ha emesso oggi una sentenza inequivocabile: l'Italia viola il diritto europeo sui contratti a tempo determinato nel comparto del personale amministrativo, tecnico e ausiliario della scuola pubblica. Non è un avvertimento. È una condanna.
Per anni, decine di migliaia di lavoratrici e lavoratori ATA sono stati assunti con contratti brevissimi, rinnovati senza limiti, senza tutele, senza alcuna procedura selettiva degna di questo nome. Nessuna durata massima, nessun tetto ai rinnovi, nessuna programmazione. Il tutto mentre svolgevano, ogni giorno, funzioni permanenti e strutturali per il funzionamento delle scuole italiane.
Il governo sapeva. Ha scelto di non agire. Ha invocato la "flessibilità" come alibi, mentre costruiva un sistema che la Corte UE definisce senza mezzi termini: abusivo.
I concorsi per la stabilizzazione? Imprevedibili e organizzati senza programmare il fabbisogno reale di personale. Questo non è un sistema di reclutamento: è la certificazione di un fallimento. I concorsi si programmano, si fanno con regolarità, garantiscono selezione e dignità.
Chiediamo risposte immediate: un piano serio e calendarizzato di concorsi ordinari per il personale ATA, l'adeguamento della normativa ai principi europei, il riconoscimento pieno dei diritti di chi ha subito anni di contratti abusivi. Lo dichiarano le senatrici del Pd, Cecilia D'Elia e Susanna Camusso.