SCUOLA – Precari oltre 36 mesi, la Cassazione conferma il diritto al risarcimento del danno per mancata immissione in ruolo: sì al risarcimento anche di decine di migliaia di euro
Anief: doppio canale sempre più urgente
"La Corte di Cassazione con una recentissima sentenza ha ribadito il diritto del personale precario della scuola a ricevere il risarcimento del danno in caso di illegittima reiterazione di contratti a termine oltre i 36 mesi di servizio. Questa sentenza non fa altro che confermare tutte le decisioni che abbiamo già ottenuto in tribunale nel corso di questi anni con i nostri legali come sindacato Anief". A dichiararlo è stata Chiara Cozzetto, segretaria generale Anief, durante un’intervista all’agenzia Teleborsa.
"Il nostro impegno – ha continuato la sindacalista - è ora quello di rivendicare non solo in tribunale il diritto al risarcimento del danno, ma anche la possibilità di accedere all’immissione in ruolo senza sottoporsi a ulteriori procedure concorsuali. Il doppio canale di reclutamento è infatti la soluzione, confermata anche dalla stessa Cassazione: i concorsi non sono un escamotage per la reiterazione dei contratti a termine, ma una chance a cui il personale precario può accedere; tuttavia non rappresentano la soluzione definitiva e permane il diritto al risarcimento del danno”.
Cozzetto ha infine ribadito che “il sindacato Anief porterà avanti con forza la richiesta di un doppio canale di reclutamento: i concorsi sì, servono, ma anche graduatorie, come le graduatorie provinciali, utili per le immissioni in ruolo per soli titoli, per tutti coloro che hanno già dimostrato con il proprio servizio il diritto all’immissione in ruolo", ha concluso la segretaria generale.
Anief ricorda che i precari della scuola di lunga data hanno buoni motivi per essere risarciti: chi presenta ricorso al giudice del lavoro sta raccogliendo indennizzi che vanno tra i 40mila e i 60mila euro. Ciò accada, sempre più spesso, perchè i tribunali stanno applicando la recente sentenza della Corte di Cassazione, la quale ha confermato che la stabilizzazione automatica mediante scorrimento di graduatorie costituisce l’unico strumento capace di sanare effettivamente l’abuso contrattuale. A questo proposito, il giovane sindacato rammenta anche che l’articolo 12 del decreto legge 131 del 2024 ha modificato la disciplina del risarcimento del danno portando il tetto massimo da 12 a 24 mensilità dell’ultima retribuzione utile per il calcolo del trattamento di fine rapporto.
L’intervento normativo si inserisce nel più ampio quadro del decreto “Salva infrazioni” che ha anche abrogato la disposizione che prevedeva la riduzione alla metà dell’indennità in presenza di graduatorie speciali. L’avvocato Miceli ha precisato che il risarcimento viene calcolato sulla retribuzione lorda e non risulta soggetto a tassazione, raggiungendo importi che possono superare i 60.000 euro per i docenti con progressione stipendiale e attestarsi intorno ai 40.000 euro per gli altri insegnanti.
Inoltre, va ricordato che Commissione europea ha deferito l’Italia alla Corte di Giustizia europea il 3 ottobre 2024 per violazione della clausola 5 dell’accordo quadro sui lavoratori a tempo determinato. Ma anche che ’Anief ha presentato, nel 2021, un reclamo collettivo al Comitato Europeo dei Diritti Sociali sulla condizione dei precari impiegati su cattedre di sostegno, che rappresentano 122.000 unità su un totale di oltre 200.000 supplenti: lo scorso 22 dicembre, il CESD ha accolto il reclamo Anief confermando che l’Italia viola la Carta sociale dell’Unione europea sul diritto allo studio degli alunni con disabilità coprendo le cattedre vacanti per l'ordinario funzionamento, in modo reiterato, con contratti a tempo determinato.
Pertanto, diventa importare presentare ricorso al giudice: chi è interessato al ricorso con Anief per il risarcimento danni (fino a 24 mensilità) a seguito di abuso dei contratti a termine può cliccare qui.