Scuola soffocata dalla burocrazia, Scarpellino

«Le risorse tornino nelle classi»

A cura di Redazione Redazione
23 agosto 2026 10:35
Scuola soffocata dalla burocrazia, Scarpellino -
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Adempimenti, piattaforme e rendicontazioni pesano sempre di più sul lavoro quotidiano di docenti e personale scolastico. Il segretario generale di FederIstruzione Antonio Scarpellino rilancia il tema della semplificazione e chiede di valutare gli investimenti non soltanto sulla capacità di spendere le risorse, ma sui risultati concreti prodotti per studenti e lavoratori.

La scuola italiana rischia di dedicare sempre più energie alla gestione delle procedure e sempre meno alla propria missione fondamentale: insegnare, educare e accompagnare gli studenti. È il nodo sollevato da Antonio Scarpellino, segretario generale di FederIstruzione, intervenendo sul peso crescente della burocrazia e sulle conseguenze che questa può avere sul benessere del personale.

Il problema non riguarda soltanto una percezione degli insegnanti. Secondo i dati TALIS 2024 richiamati da Oggi Scuola, il 56% degli insegnanti italiani indica l'eccessivo lavoro amministrativo tra le fonti di stress professionale. Un dato che riporta in primo piano il rapporto tra tempo dedicato alla didattica e ore assorbite invece da adempimenti, documentazione, piattaforme e procedure.

Una scuola vista dalle carte e una vissuta nelle classi

Il punto centrale della posizione di Scarpellino riguarda la distanza che può crearsi tra chi costruisce le politiche scolastiche e chi deve applicarle ogni giorno.

Circolari, sistemi informatici, scadenze e rendicontazioni sono strumenti necessari al funzionamento della pubblica amministrazione. Il problema emerge quando lo strumento rischia di trasformarsi nel fine: un progetto non dovrebbe essere considerato efficace semplicemente perché correttamente rendicontato, così come l'utilizzo formale di un finanziamento non dimostra automaticamente che quelle risorse abbiano prodotto un miglioramento della didattica.

La scuola concreta è fatta di classi eterogenee, studenti con bisogni differenti, inclusione, disabilità, rapporti con le famiglie, difficoltà sociali e psicologiche, conflitti e problemi quotidiani. È partendo da questa realtà, sostiene Scarpellino, che dovrebbero essere progettate procedure e riforme.

Fondi alla scuola: non basta sapere quanto è stato speso

La riflessione investe direttamente anche l'utilizzo delle risorse pubbliche.

Il tema non è accusare indistintamente dirigenti o istituzioni scolastiche di utilizzare male i finanziamenti. Gli stessi dirigenti operano spesso in presenza di responsabilità crescenti, scadenze serrate e un notevole carico amministrativo.

La questione è piuttosto stabilire come misurare l'efficacia della spesa.

Alla verifica contabile dovrebbe quindi accompagnarsi una valutazione sostanziale: quali risultati ha prodotto un determinato investimento? Ha migliorato gli apprendimenti? Ha favorito l'inclusione? Ha ridotto la dispersione? Ha aumentato il benessere di studenti e personale? Ha reso più stabile l'organizzazione scolastica?

Il rischio, soprattutto quando finanziamenti e progetti sono legati a scadenze rigide, è che l'obiettivo diventi completare la spesa e rispettare gli adempimenti nei tempi previsti. Ma utilizzare integralmente un finanziamento non significa necessariamente averlo utilizzato nel modo più efficace.

Più personale e meno procedure

Da qui deriva la richiesta di spostare maggiormente le risorse verso gli elementi che incidono direttamente sulla vita delle scuole.

Tra le priorità indicate figurano il rafforzamento degli organici, la stabilizzazione dei posti necessari, il personale ATA, il sostegno e l'inclusione, la riduzione del numero di alunni nelle situazioni più complesse, il supporto psicologico, gli strumenti didattici e il miglioramento delle infrastrutture.

Anche la digitalizzazione, secondo questa impostazione, deve essere giudicata sulla sua reale capacità di semplificare il lavoro. Introdurre un nuovo software o una nuova piattaforma non costituisce di per sé innovazione: se il personale deve duplicare gli inserimenti o affrontare ulteriori procedure, la tecnologia rischia anzi di aumentare il carico burocratico.

Valutare l'impatto burocratico prima di introdurre nuovi progetti

Una possibile strada sarebbe sottoporre ogni nuova iniziativa destinata alle scuole a una valutazione preventiva basata su due aspetti: quanto lavoro amministrativo aggiunge e quale beneficio concreto può generare per gli studenti.

Docenti, personale ATA, DSGA e dirigenti potrebbero inoltre essere coinvolti maggiormente nella fase di sperimentazione delle nuove procedure, così da individuarne in anticipo criticità, duplicazioni e carichi di lavoro.

In questa prospettiva cambierebbe anche il significato della rendicontazione. Non sarebbe sufficiente registrare risorse assegnate e attività realizzate: occorrerebbe rendere visibili anche i risultati ottenuti.

Burnout, intervenire sulle cause organizzative

La questione assume particolare importanza quando si parla di burnout.

Affrontare lo stress professionale esclusivamente attraverso iniziative individuali di supporto rischia infatti di non incidere sulle cause organizzative che lo producono. Se una parte del disagio deriva dall'accumulo di adempimenti, la risposta dovrebbe comprendere una reale semplificazione. Se deriva dalla carenza di personale, occorre intervenire sugli organici. Se pesa la precarietà strutturale, diventa centrale la stabilizzazione.

Il messaggio che emerge dalla posizione di Scarpellino è quindi quello di riportare le persone al centro dell'organizzazione scolastica: docenti, ATA, dirigenti e soprattutto studenti.

La sfida per la scuola non consiste nell'eliminare controlli, procedure o rendicontazioni, indispensabili nell'utilizzo delle risorse pubbliche, ma nel renderli proporzionati agli obiettivi. E soprattutto nel tornare a misurare il successo degli investimenti sulla base di ciò che cambia realmente dentro le classi.

Fonte: informazioni pubblicate da Oggi Scuola, 21 agosto 2026, nell'articolo “Burnout e burocrazia, la scuola è al limite: Scarpellino chiede meno carte e più risorse per docenti e ATA”.
Leggi l'articolo originale su Oggi Scuola

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