Stipendi docenti e Ata sotto l’inflazione
Anief chiede in legge di bilancio detassazione aumenti, straordinari, funzioni aggiuntive
Il Governo chieda all’UE di autorizzare il fondo dedicato “Education Research Action for Europe”
“La prossima legge di bilancio dovrà estendere la detassazione degli aumenti e lo straordinario dei dipendenti pubblici, quindi anche per personale scuola e in generale dei lavoratori che percepiscono stipendi mediamente troppo bassi rispetto al resto della PA: già applicando dal 2027 il 5% di tassazione sugli aumenti contrattuali, come avviene nel comparto privato, i dipendenti della scuola in media potrebbero recuperare 517 euro netti e 40 euro al mese”. Lo dice oggi Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, commentando la perdita di potere di acquisto del personale scolastico alla luce dell’alto tasso di inflazione degli ultimi anni.
Secondo il sindacalista autonomo, “la detassazione, non oltre il 15%, riguarderebbe anche gli incarichi aggiuntivi assegnati al personale scolastico, ricalcando anche in questo caso quanto avviene nel settore privato”. Il sindacato ha calcolato che esiste nella scuola un problema generale di compensi molto più bassi rispetto alle media del pubblico impiego, quasi 1.000 euro in meno al mese, ad esempio rispetto ai lavoratori delle Funzioni centrali, ancora più se si guarda ai dipendenti delle forze armate e di polizia oppure del settore privato. A ciò si aggiunge la disparità di trattamento tra gli stipendi del personale precario e quello già di ruolo.
Per provare a migliorare la drammatica questione degli stipendi – tra i più bassi d’Europa – Pacifico propone al Governo di chiedere “all’Unione Europea di autorizzare un fondo dedicato, denominato ERAFE (Education Research Action for Europe), sul modello del fondo SAFE per le spese militari: si tratterebbe di un incentivo importante, utile ad “aumentare di mezzo punto di PIL (10 miliardi) le spese per la scuola e allinearsi alla media europea. Durante la pandemia da Covid la Unione europea ha autorizzato le spese extra bilancio di 8,7 miliardi nella scuola e, su spinta anche dell’Anief, ttenne un organico aggiuntivo di 80 mila unità? Chieder ERAFE, in questo momento, diventa doveroso”, conclude il leader del giovane sindacato.
Grazie a queste risorse, continua il presidente Anief, si potrebbero aumentare gli stipendi, ridurre il gap con gli altri dipendenti pubblici e assumere i precari su tutti i posti vacanti “senza più discriminazione”. Il sindacalista autonomo ipotizza anche di recuperare quanto stabilito nel 2013, aumentando della metà – circa 250 euro – l’indennità integrativa speciale mensile, ferma da vent’anni, oltre a finanziare il riscatto gratuito della laurea per consentire il pensionamento anticipato, introdurre il buono pasto, recuperare il valore di 500 euro della Carta docente ed estenderla al personale ATA trasformandola in un benefit. Il lavoro nella scuola, sottolinea, “è purtroppo ancora non riconosciuto usurante”, conclude Pacifico,