TFA INDIRE: Il paradosso dei due pesi e delle due misure

Riflessioni sulla guerra dei punti nella scuola

16 luglio 2026 14:27
TFA INDIRE: Il paradosso dei due pesi e delle due misure - la voce della scuola
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Nel complesso e spesso frammentato panorama del precariato scolastico italiano, le dinamiche di reclutamento si trasformano non di rado in veri e propri conflitti di logoramento tra colleghi. L'ultima faglia si è aperta lungo il confine che separa i percorsi abilitanti e di specializzazione ordinari da quelli di recente istituzione gestiti da INDIRE.

Al centro della contesa vi sono i "punti aggiuntivi": i 12 punti nelle Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS) e i 12,5 punti nel Concorso Ordinario PNRR3. Per i primi, si assiste a una mobilitazione legale volta a chiederne la cancellazione; per i secondi, si rivendica con forza il diritto all'attribuzione per non essere scavalcati nelle graduatorie di merito che valgono il ruolo.

In questo scenario, si inserisce un episodio che invita a una profonda riflessione sull'oggettività e sulla coerenza del dibattito giuridico che circonda la scuola.

Un docente specializzato tramite i percorsi INDIRE, mossa dal desiderio di fare chiarezza sulla reale fondatezza delle tesi in campo, ha deciso di compiere un piccolo esperimento sociale e professionale. Ha contattato, in forma esplorativa, lo stesso autorevole studio legale che in quel momento stava patrocinando le cause dei docenti "ordinari" per chiedere la revoca dei 12 punti nelle GPS ai docenti INDIRE. Rappresentando un gruppo di docenti INDIRE desiderosi di difendere i propri 12,5 punti nel Concorso PNRR3, ha chiesto una valutazione di fattibilità.

La risposta ufficiale inviata per iscritto dai legali dello studio ha svelato un paradosso sorprendente. Esaminando la richiesta per il riconoscimento dei 12,5 punti nel concorso, i professionisti hanno messo nero su bianco che "la questione presenta profili di seria fondatezza interpretativa, ancorata a fonti ufficiali".

Entrando nel merito tecnico, i legali hanno spiegato che il decreto ministeriale attribuisce il punteggio aggiuntivo alle specializzazioni conseguite "attraverso la frequenza di percorsi selettivi di accesso" con riferimento al numero programmato. Di conseguenza, hanno specificato che i percorsi INDIRE soddisfano pienamente questo requisito in quanto "istituiti con contingentamento di posti" e provvisti di una selezione in caso di eccedenza delle domande. Per blindare la tesi, gli avvocati hanno citato la stessa FAQ n. 21 del Ministero, chiarendo che “trattandosi di abilitazione conseguita attraverso ‘percorsi selettivi di accesso’, con riferimento al numero programmato”, il punteggio spetta.

L'aspetto più emblematico della loro risposta risiede però in un passaggio cruciale, in cui gli stessi legali che assistono la fazione contraria sulle GPS hanno affermato testualmente che il diritto ai punti nel concorso "è coerente con il riconoscimento pieno del medesimo titolo nelle GPS".

Questo cortocircuito professionale svela una realtà tanto amara quanto evidente: molto spesso, le "verità giuridiche" che vengono sbandierate nei tribunali non sono dogmi assoluti, ma tesi malleabili che cambiano colore a seconda della posizione della parte che si rappresenta. Lo stesso titolo può essere dipinto contemporaneamente come una sanatoria illegittima in un ricorso GPS e come un percorso d'eccellenza meritevole di menzione e pienamente legittimo nelle risposte private ai potenziali clienti.

Questa vicenda, tuttavia, non dovrebbe essere usata per alimentare ulteriori rancori o per puntare il dito contro questa o quella categoria di lavoratori. Al contrario, essa dimostra come i docenti siano spesso le prime vittime di un sistema normativo farraginoso, che invece di unificare e semplificare, parcellizza i percorsi di accesso e crea fazioni contrapposte per spartirsi risorse e cattedre sempre troppo scarse.

L'augurio più grande che ci si possa fare, al di là degli esiti dei singoli ricorsi al TAR e delle decisioni dei giudici amministrativi, è che questa stagione di conflitti interni possa finalmente giungere al termine. L'auspicio è che non ci siano né vincitori da celebrare né vinti da umiliare, ma che si possa giungere a una sintesi equa in cui lo Stato riconosca a ciascuno i propri reali diritti e il proprio percorso di sacrifici.

Solo superando la logica della "guerra tra poveri" e ritrovando il rispetto reciproco tra colleghi — tutti uniti dalla stessa identica passione per l'insegnamento — si potrà restituire dignità alla professione docente e alla scuola pubblica.

E. M. a tutela dei docenti specializzati con TFA INDIRE e per amore di verità

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