TFA Sostegno XI ciclo al via: 30.241 posti, nessun fabbisogno per la secondaria di II grado

Si tratta di un passaggio strategico per il sistema scolastico italiano, chiamato da anni a fronteggiare una carenza strutturale di insegnanti di sostegno qualificati

A cura di Redazione Redazione
19 aprile 2026 19:11
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Con la nota n. 4660 del 14 aprile 2026, il Ministero dell’Università e della Ricerca, d’intesa con il Ministero dell’Istruzione e del Merito, ha dato ufficialmente avvio all’XI ciclo dei percorsi di specializzazione per il sostegno didattico agli alunni con disabilità per l’anno accademico 2025/2026. Il documento, indirizzato ai Rettori delle Università statali e non statali (con esclusione delle telematiche), contiene indicazioni operative e soprattutto definisce il fabbisogno nazionale di docenti specializzati, fissato in 30.241 posti complessivi.

Si tratta di un passaggio strategico per il sistema scolastico italiano, chiamato da anni a fronteggiare una carenza strutturale di insegnanti di sostegno qualificati, con effetti diretti sulla qualità dell’inclusione scolastica.

Un fabbisogno elevato ma selettivo: esclusa la secondaria di II grado

Il dato numerico più rilevante riguarda la distribuzione dei posti per ordine di scuola. Secondo quanto riportato nella nota ministeriale, il fabbisogno è così articolato:

  • 4.809 posti per la scuola dell’infanzia

  • 21.202 posti per la scuola primaria

  • 4.230 posti per la scuola secondaria di I grado

  • 0 posti per la scuola secondaria di II grado

Colpisce in particolare l’assenza totale di posti per la secondaria di secondo grado. Si tratta di una scelta che segnala come, almeno per questo ciclo, il Ministero ritenga non necessario incrementare il numero di docenti specializzati in questo segmento, probabilmente alla luce della presenza di graduatorie ancora capienti o di un’offerta formativa già adeguata nei cicli precedenti.

Al contrario, il peso maggiore viene attribuito alla scuola primaria, che da sola concentra oltre il 70% del fabbisogno complessivo, confermando le criticità persistenti nella gestione dell’inclusione nei primi anni del percorso scolastico.

La distribuzione regionale: il Nord resta l’area più scoperta

La tabella allegata alla nota (pagina 2) evidenzia una distribuzione territoriale fortemente disomogenea.

Le regioni con il fabbisogno più elevato sono:

  • Lombardia: 6.903 posti

  • Piemonte: 4.378 posti

  • Emilia-Romagna: 3.851 posti

  • Veneto: 3.112 posti

  • Puglia: 3.071 posti

Al contrario, regioni più piccole come Molise (47 posti) e Basilicata (65 posti) presentano numeri molto contenuti.

Questi dati confermano un trend consolidato: il Nord Italia continua a registrare una forte carenza di docenti di sostegno specializzati, spesso compensata con il ricorso a supplenti privi di titolo specifico. Non a caso, il Ministero invita esplicitamente gli Atenei a valutare con attenzione il fabbisogno, con particolare riferimento proprio alle regioni settentrionali.

Le indicazioni operative per gli Atenei

La nota ministeriale fornisce anche istruzioni dettagliate per l’attivazione dei percorsi. Le università sono chiamate a inserire le proprie proposte nella Banca dati RAD-SUA CdS, anche attraverso accordi di collaborazione tra più Atenei, indicando il massimo potenziale formativo per ciascun ordine e grado di scuola.

Il quadro normativo di riferimento resta quello definito da:

  • DM 249/2010

  • DM 30 settembre 2011

  • DM 92/2019 (in particolare articoli 2 e 3)

La finestra temporale per l’inserimento delle proposte è fissata dal 23 aprile al 7 maggio 2026, un periodo limitato che richiede una rapida pianificazione da parte delle università.

Idonei del X ciclo: possibilità di accesso in soprannumero

Un altro elemento di rilievo riguarda gli idonei del X ciclo del TFA sostegno. Il Ministero stabilisce che gli Atenei dovranno tenere conto di questi candidati nella definizione dell’offerta formativa.

In base all’articolo 4, comma 4, del DM 92/2019, gli idonei potranno essere ammessi in soprannumero presso le stesse sedi in cui hanno sostenuto le prove, salvo eventuali deroghe motivate da gestire tra le università interessate.

Questa disposizione mira a valorizzare le competenze già accertate e a evitare la dispersione di candidati che hanno superato le selezioni senza rientrare nei posti disponibili.

Programmazione e sostenibilità: evitare squilibri formativi

Uno dei passaggi più significativi della nota riguarda l’invito a evitare la formazione di docenti in assenza di un effettivo fabbisogno. Il Ministero richiama esplicitamente la necessità di una programmazione attenta, finalizzata a garantire un equilibrio tra offerta formativa e reali esigenze del sistema scolastico.

In questo senso, l’obiettivo è duplice:

  • evitare la creazione di nuovi bacini di precariato

  • assicurare una distribuzione territoriale equilibrata dei docenti specializzati

Si tratta di un richiamo importante, che evidenzia la volontà di superare le criticità del passato, quando la formazione non sempre era allineata alle reali necessità delle scuole.

Una fase cruciale per l’inclusione scolastica

L’avvio dell’XI ciclo del TFA sostegno rappresenta un passaggio decisivo per il rafforzamento delle politiche inclusive nel sistema educativo italiano. La disponibilità di oltre 30 mila posti testimonia un investimento significativo, ma anche la persistenza di un fabbisogno elevato.

Resta ora da verificare la risposta delle università e, successivamente, l’effettiva capacità di trasformare questi numeri in docenti specializzati pronti a entrare nelle scuole. La qualità dell’inclusione, infatti, dipende in larga misura dalla preparazione degli insegnanti di sostegno, chiamati a svolgere un ruolo centrale nel garantire il diritto allo studio degli alunni con disabilità.

In questo scenario, l’XI ciclo del TFA sostegno si configura non solo come un’opportunità formativa per migliaia di aspiranti docenti, ma come una leva strategica per migliorare l’intero sistema scolastico.

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