Un congresso internazionale unisce biologia e cultura per comprendere la storia umana
La tre giorni di incontri si è svolta nel Campus di Architettura
Cagliari, 24 settembre 2026 - Unire biologia e cultura per comprendere la storia umana. Questo il filo conduttore e l’ambizioso obbiettivo del congresso satellite della Society for Molecular Biology and Evolution (SMBE), dal titolo: “Gene–Culture Co-Evolution: Molecular Perspectives on Human History and Diversity”, che si è svolto nei giorni scorsi nel Campus di Architettura dell’Università di Cagliari.
La tre giorni di incontri, organizzata dalle docenti Carla Calò e Chiara Barbieri, ha riunito oltre 70 ricercatrici e ricercatori provenienti da diversi Paesi, oltre una numerosa platea che ha seguito i lavori da remoto.
Il congresso è stata un’importante occasione di confronto scientifico internazionale dedicato allo studio delle relazioni tra evoluzione genetica e cambiamenti culturali nella storia delle popolazioni umane. Lingue, alimentazione, cultura materiale e immateriale, strutture sociali e salute sono state analizzate attraverso prospettive e dati diversi, dai genomi antichi e moderni ai database linguistici e culturali, dagli indicatori archeologici e dietetici ai microbiomi e ai modelli formali
Il programma ha visto la partecipazione di cinque keynote speakers di fama internazionale, affiancati da numerose comunicazioni orali e presentazioni poster, e una presenza significativa di giovani accademici, favorita da borse premio per comunicazioni di particolare valore scientifico. Le diverse sessioni hanno affrontato temi quali la storia delle popolazioni umane, le lingue, l’alimentazione, la salute, i microbiomi, i sistemi di parentela e le principali transizioni culturali.
«Siamo molto soddisfatte della riuscita del congresso, che ha rappresentato un’importante occasione di confronto e collaborazione tra studiose e studiosi provenienti da tutto il mondo», dichiarano Carla Calò e Chiara Barbieri, docenti dell’Università di Cagliari e coorganizzatrici dell’evento.
«Uno degli aspetti più significativi dell’incontro è stato il suo carattere fortemente interdisciplinare. Lo studio della coevoluzione tra geni e cultura richiede infatti il dialogo tra competenze e prospettive differenti. Il congresso ha messo in relazione discipline scientifiche e umanistiche, creando uno spazio condiviso nel quale genetica, antropologia, archeologia, linguistica, storia e studi culturali hanno potuto confrontarsi e arricchirsi reciprocamente. Per alcuni giorni Cagliari è stata al centro del panorama scientifico internazionale, accogliendo una comunità vivace e diversificata. Siamo particolarmente orgogliose che la nostra città e il nostro Ateneo abbiano contribuito a costruire un ponte tra ambiti disciplinari diversi, mostrando quanto il confronto e la collaborazione siano essenziali per comprendere la complessità della storia e della diversità umana».
Il successo dell’iniziativa conferma la capacità dell’Università di Cagliari di promuovere incontri scientifici internazionali e di favorire il dialogo tra discipline diverse, offrendo al tempo stesso nuove opportunità di formazione e confronto alle giovani generazioni di ricercatrici e ricercatori.