Violenza giovanile, il CNDDU chiede risposte certe
Dopo i disordini di Milano, il Coordinamento sollecita prevenzione, responsabilità e un monitoraggio nazionale.
MILANO — Una condanna netta delle violenze avvenute a Milano e in altre città italiane, accompagnata dalla richiesta di risposte rapide, proporzionate e verificabili. È la posizione del Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU), intervenuto dopo aggressioni alle forze dell’ordine, saccheggi e danneggiamenti di beni pubblici e privati.
Secondo il Coordinamento, il disagio sociale, l’età o le motivazioni della protesta non possono giustificare condotte che mettono a rischio persone e attività economiche. La presenza di numerosi adolescenti tra i partecipanti viene indicata come un segnale particolarmente preoccupante, anche per il peso delle dinamiche di gruppo e di emulazione. Nel documento, il CNDDU richiama anche il nuovo decreto sicurezza approvato dal Consiglio dei ministri, che prevede un rafforzamento degli strumenti sanzionatori e preventivi nelle manifestazioni pubbliche. Per il Coordinamento, tuttavia, pene più severe non bastano: servono accertamenti tempestivi, applicazione effettiva delle norme e responsabilità chiaramente individuate.
Un punto delicato riguarda la possibile modifica della disciplina sull’imputabilità dei minorenni tra i 14 e i 18 anni. Il CNDDU invita a definire regole applicative precise, capaci di conciliare la specificità della giustizia minorile con la necessità di evitare una percezione di impunità. Ogni valutazione, sottolinea, dovrà restare individuale e giuridicamente fondata. Lo stesso criterio dovrebbe valere per le misure preventive rivolte ai minori e per le eventuali sanzioni a carico dei genitori. Il Coordinamento chiede di evitare automatismi, distinguendo la responsabilità personale del ragazzo dagli obblighi di vigilanza della famiglia e garantendo proporzionalità e risarcimento dei danni.
La risposta, secondo il CNDDU, non può però esaurirsi sul terreno penale. Scuola, famiglie e servizi territoriali devono intervenire prima che intimidazione, sopraffazione ed esibizione della violenza diventino comportamenti abituali, anche attraverso i social e gli altri strumenti digitali.
Da qui l’appello al ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, perché promuova con i ministeri della Giustizia e dell’Interno procedure più solide di raccordo tra istituti scolastici, famiglie, servizi minorili e autorità. Tra le proposte figurano percorsi di responsabilizzazione, attività riparative verificabili e un’applicazione coerente delle sanzioni disciplinari. Il Coordinamento propone inoltre un sistema nazionale di monitoraggio degli episodi violenti che coinvolgono minorenni. L’obiettivo sarebbe seguire la reiterazione degli illeciti, l’esecuzione delle misure adottate e gli esiti dei percorsi educativi, così da valutarne l’efficacia e correggere eventuali criticità.
La linea del CNDDU resta improntata alla fermezza: chi aggredisce, saccheggia o distrugge beni collettivi deve rispondere delle proprie azioni. Ma la credibilità delle istituzioni, conclude il Coordinamento, dipende anche dalla capacità di accertare i fatti senza generalizzazioni e di calibrare gli interventi sulle responsabilità effettive. La sfida è dunque unire sicurezza ed educazione: applicare le norme, riparare i danni e prevenire la reiterazione, rafforzando nella scuola una cultura concreta del rispetto delle regole.
prof. Romano Pesavento Presidente CNDDU