Il ministro Valditara pensa alla presenza delle forze dell’ordine a protezione delle scuole più a rischio di aggressioni nei confronti dei docenti e del personale scolastico e all’inasprimento delle pene, ritenendo gli episodi di violenza un reato non solo per l’aggredito ma “un danno di immagine e reputazionale” per lo Stato. Ancora una volta risposte di tipo repressivo che trascurano la complessità del fenomeno.

Ferme restando le responsabilità di carattere civile e penale sanzionate dalla legge e di cui altri, non il ministro dell’Istruzione (e del merito), devono occuparsi, le scuole vanno sostenute nel compito di adottare provvedimenti che abbiano finalità educativa e che salvaguardino il benessere psicologico di tutte le anime della comunità educante, in un clima di reciproco rispetto.

Per restituire autorevolezza alla scuola dopo anni di cattive riforme, serve un suo un nuovo posizionamento sociale, serve la volontà politica, servono investimenti per procedere a una ristrutturazione dell’intero sistema e dei suoi metodi, recuperandone la missione costituzionale di promozione della persona e di emancipazione dei futuri cittadini attraverso l’istruzione.

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