Alberghieri, un primo segnale dalle istituzioni: l’ordine del giorno della senatrice Ella Bucalo apre la strada al confronto

L’iniziativa si inserisce nel percorso di sensibilizzazione avviato attraverso il Manifesto “Salviamo gli Alberghieri – Dieci punti per una nuova istruzione professionale italiana”, promosso da La Voce della Scuola

A cura di Redazione Redazione
21 ottobre 2026 10:46
Alberghieri, un primo segnale dalle istituzioni: l’ordine del giorno della senatrice Ella Bucalo apre la strada al confronto - Ella Bucalo - FdI
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L’iniziativa parlamentare arriva dopo l’esame del Manifesto “Salviamo gli Alberghieri” e l’interlocuzione con il professor Diego Palma, promotore dell’iniziativa e direttore de La Voce della Scuola. Ora l’attenzione si concentra sulla possibilità di avviare un tavolo di confronto presso il Ministero dell’Istruzione e del Merito.

Un primo segnale di attenzione istituzionale verso il futuro degli istituti professionali a indirizzo Enogastronomia e ospitalità alberghiera arriva dalla senatrice Ella Bucalo, esponente di Fratelli d’Italia, componente della VII Commissione Cultura e Istruzione del Senato e vice responsabile nazionale del Dipartimento Istruzione del partito.

L’iniziativa si inserisce nel percorso di sensibilizzazione avviato attraverso il Manifesto “Salviamo gli Alberghieri – Dieci punti per una nuova istruzione professionale italiana”, promosso da La Voce della Scuola e sostenuto da una comunità di docenti, dirigenti scolastici, professionisti e rappresentanti del mondo dell’ospitalità.

Dopo aver preso visione dei contenuti del Manifesto e a seguito dell’interlocuzione con il professor Diego Palma, direttore de La Voce della Scuola e promotore dell’iniziativa nazionale, la senatrice Bucalo ha portato all’attenzione parlamentare il tema della valorizzazione degli istituti alberghieri attraverso un ordine del giorno collegato all’esame del provvedimento relativo all’avvio dell’anno scolastico 2026/2027.

Il documento pone al centro la qualità della formazione tecnico-pratica e laboratoriale, il riconoscimento dell’identità culturale e professionale dei percorsi alberghieri, il rafforzamento dei rapporti con ITS Academy, università, imprese qualificate e associazioni di categoria, nonché la necessità di valorizzare le professioni dell’enogastronomia, del turismo e dell’ospitalità.

Si tratta di temi che intercettano alcune delle principali questioni sollevate dal Manifesto, nato per promuovere una riflessione nazionale sul futuro dell’istruzione professionale e sulla necessità di restituire centralità alle competenze, ai laboratori e alla dignità dei percorsi formativi.

Accogliamo positivamente questa disponibilità all’ascolto e prendiamo atto della volontà di affrontare una questione che riguarda migliaia di studenti, docenti e famiglie, oltre a un comparto strategico per l’economia e l’identità culturale del Paese.

L’ordine del giorno rappresenta un passaggio significativo sul piano dell’attenzione politica, pur non costituendo, di per sé, una soluzione alle criticità evidenziate dal mondo degli istituti alberghieri.

Resta infatti fondamentale che questa prima interlocuzione possa proseguire attraverso un confronto strutturato, aperto e concreto.

L’auspicio è che si possa giungere all’apertura di un tavolo di confronto presso il Ministero dell’Istruzione e del Merito, nel quale ascoltare le diverse componenti della comunità scolastica, approfondire le proposte del Manifesto e individuare possibili percorsi condivisi per il rafforzamento dell’istruzione professionale alberghiera.

Il confronto dovrà rappresentare un’occasione di partecipazione autentica, nella quale le esperienze di chi vive quotidianamente la scuola possano contribuire alla definizione delle scelte che riguardano il suo futuro.

L’iniziativa “Salviamo gli Alberghieri” ha sempre individuato nel dialogo e nella costruzione condivisa delle proposte il proprio metodo di lavoro. Non una contrapposizione tra istituzioni e comunità scolastica, ma la ricerca di un terreno comune sul quale affrontare questioni complesse, riconoscendo il valore delle diverse competenze e responsabilità.

La disponibilità dimostrata dalla senatrice Bucalo costituisce dunque un segnale da accogliere con attenzione, nella consapevolezza che il percorso richiederà ulteriori approfondimenti, ascolto e impegno istituzionale.

Perché il futuro della scuola non si costruisce senza ascoltare chi la vive. E perché il dialogo non è soltanto uno strumento di confronto: è il fondamento stesso di una scuola democratica.

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